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giovedì 18 settembre 2008

A proposito del compagno Fini: fascismi e antifascismi tra ipocrisie e opportunismi.





Lo dico senza remore: io sto con Gianfranco Fini.


Credo che ci sia voluto coraggio e carattere a dire quanto ha detto. Qualcuno dice che le sue siano scelte opportunistiche e dettate dal carrierismo. Lecito crederlo e pensarlo. Ognuno può coltivare le sue opinioni. Credo però che molto opportunismo lo si sia visto, certamente, in altri ambiti:


tra coloro che si dicono "mai antifascisti" e che credo che così si valorizzi un identità e invece porgono il destro a chi certo non li ama;


tra coloro che hanno interesse a ridicolizzare e ridimensionare la classe dirigente di AN in vista con l'abbraccio con FI nel PdL;


tra i "campioni" di un'opposizione stanca e priva di argomenti;


tra i "professionisti" dell'antifascismo.


Il fascismo fu un male. Un grande male. E certo questo la nipotina del Duce e i suoi "uaglioni" non lo potranno mai ammettere. Di certo fu una dittatura. Ma all'inizio era cosa ben diversa. Era democratico, rivoluzionario e repubblicano. Al potere divenne regime, oppressore delle opposizioni, si sposò con gli interessi contro cui aveva raccolto i consensi della sua base (i latifondisti al sud e gli industriali al nord, la monarchia e la Chiesa). Quindi come si può avere nostalgia per un passato che tradì se stesso. Mussolini era socialista e repubblicano e tentò di recuperare le ragioni delle origini nella breve esperienza di Salò. Da quelle idee trasse origini il glorioso MSI e non certo dalla nostalgia di un passato chiusosi a Piazzale Loreto.


Come ci si può oggi, ancora dirsi fascisti? Io credo che i giovani di oggi, e ce ne sono tanti in An ed in Azione Giovani, non guardino più al passato ma vivano il loro tempo.


Fini è stato sino ad ora coerente con la svolta di Fiuggi. Non si può essere attori dell'azione politica senza condividere alcuni valori fondamentali, che dovrebbero essere un patrimonio comune di tutte le forze politiche in gioco. La democrazia, la libertà sono beni fondamentali che il fascismo rinnegò. Ecco perchè quantunque si possa guardare ai valori fondanti di quel movimento ai suoi esordi ( che come ho detto fu cosa ben diversa dal ventennio) non si può non essere che antifascisti, cioè contro tutte le dittature e i totalitarismi.


Però un piccolo appunto lo voglio fare.


Il fascismo fu antidemocratico, una dittatura e perseguì i suoi scopi fino arrivare anche all'omicidio politico, che certo fu praticato eccezionalmente e raramente, mentre sitematiche erano le famose purghe all'olio di ricino e i confini. Non mi sembra, obiettivamente che tale regime possa essere messo alla stregua di altri con i loro lager o gulag, con i loro desaparecidos, le loro torture e omicidi mirati e sistematici.


Ma ciò non lo assolve e va condannato come un male.


Non mi sembra però che tale morale valga per tutti:


per i "resistenti" che si dicono anti fascisti, mi sembra però senza coglierne il vero significato, e che poi però esaltano e guardano alla Cuba di Castro o si fanno fiancheggiatori dei terroristi delle FARC;


per gli anti fascisti che se ne sono fatti un blasone e ne hanno fatto una retorica stucchevole di primato politico, salvo poi volere nei fatti sostituire una dittatura con un sistema totalitario (la dittatura del proletariato).


E' realtà storica che non tutti coloro che furono antifascisti furono per la democrazia e la libertà.


Non posso che pensare, infine, a Churchill quando disse, più o meno, che in Italia vi erano quaranta milioni di fascisti prima della guerra e quaranta milioni di antifascisti dopo.


Non voglio fare quello in malafede, ma se un Giorgio Napolitano (nel GUF), un Dario Fo (Repubblichino) o un Bevilacqua (giornalista che pubblicava anche articoli di stampo razzista) hanno aderito (poi possono fare i loro distinguo) a quel movimento qualcosa vi avranno intravisto? O forse erano vittima di un lavaggio del cervello massificato degli Italiani come quello che attua il duce Berlusconi nei tempi presenti?


Io credo che le parole di Alemanno e La Russa andavano in tal senso. Cioè che i giovani repubblichini combatterono per l'idea di Patria, in cui credevono sinceramente. Infatti, non si può continuare a parlare degli americani e degli inglesi di allora come degli "alleati". Nè come liberatori, sì ma da chi? Da noi stessi!


Non si puo continuare a coltivare l'ipocrisia nazionale di un lavacro generale da ogni responsabilità. Gli Italiani appoggiarono un regime antidemocratico e illiberale, poi si convertirono in massa al comunismo e al cattolicesimo liberale.


Tutto il resto è ipocrisia e calcolo.


Un'ultima cosa la voglio dire su quei giovani che si fanno paladini di un antifascismo e che evidentemente non hanno capito nel suo significato essenziale. Mi roferisco a quei giovani (o meno) che in virtù della demonizzazione di quello che dovrebbe essere un avversario e invece e percepito come nemico assumono proprio quegli atteggiamenti e quei comportamenti che condannano e intravedono negli "altri".


Come si può essere antifascisti e poi strappare i manifesti di chi non la pensa come me, impedire a chi non la pensa come me di esprimere le proprie opinioni, intimidire picchiare chi non la pensa come me, distruggere e incendiare la proprietà e i beni altrui come strumento di protesta.


Francamente i valori fondanti dell'antifascismo sono quelli democratici e liberali. Se il fascismo fu un regime chi vi si opponeva doveva coltivare valori opposti. Ma siamo sicuri che sia sempre stato così?


Per quanto riguarda i movimenti neo fascisti e neo nazisti non spendo una parola, la condanna è assoluta senza appelli!



18/09/2008. Piccola rassegna stampa sull'argomento.

REPUBBLICA, "VIA DA AN CHI NON E' ANTIFASCISTA" di CASADIO GIOVANNA

CORRIERE DELLA SERA, FASCISMO, INTERVIENE LA MELONI "BASTA POLEMICHE E INGENUITA'", di FOSCHI PAOLO


GIORNALE, NOI CREDIAMO NELLA COSTITUZIONE ORA BASTA OFFRIRE ARMI ALLA SINISTRA di MELONI GIORGIA


SECOLO D'ITALIA, "NON CI FACCIAMO METTERE ALL'ANGOLO. NON HANNO ARGOMENTI" di GRAVINO ANNAMARIA e DONZELLI GIOVANNI

SECOLO D'ITALIA, NON CI STIAMO AL RICATTO DELLE IDENTITA' di PERINA FLAVIA

FOGLIO, PALOMBELLA NERA (E ANTIFASCISTA)


EUROPA, MELONI

La critica lettera aperta del presidente di Azione Giovani di Roma, Lettera aperta ad ogni Italiano. Riflessioni sull' anti-fascismo di Federico Iadicicco.



lunedì 16 giugno 2008

OZIO CREATIVO

Questo è il titolo di una delle "fatiche" dell'ecclettico professor De Masi.

E sì che di impegni lo stakanovista professore ne ha.........

E', infatti, DOCENTE di Sociologia del Lavoro alla Sapienza di Roma dal 1961, PRESIDENTE della Sit (Società italiana del telelavoro), ha fondato anche la S3-Studium, Scuola di specializzazione in Scienza organizzative della quale riveste il ruolo di DIRETTORE SCIENTIFICO, è inoltre DIRETTORE della rivista Next Strumenti per l'innovazione, e CURA per la Franco Angeli Editore la collana "La Società" senza trascurare le numerose COLLABORAZIONI con quotidiani e periodici e naturalmente le pubblicazione di saggi e studi, è tralaltro PAST-PRESIDENT NAZIONALE dell'Aif, Associazione italiana formatori, e dell'In/Arch, Istituto nazionale di Architettura.

Dimenticavo ......è anche PRESIDENTE della Fondazione Ravello (Festival). Inoltre ......SEMBREREBBE anche il PRESIDENTE del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano.

Per uno che parla di .."ozio" ne fa di cose.

Di lui nel Cilento sappiamo che a maggio ha rimesso il mandato di Presidente del Parco nelle mani del neo Ministro all’Ambiente Stefania Prestigiacomo.
Le hanno chiamate dimissioni di cortesia.....

Salvatore Gagliano, consigliere regionale di An, a questo proposito in quei giorni ha commentato: “Reputo che la decisione presa dal Presidente Del Parco, oltre che opportuna, sia stata quanto mai doverosa per una questione di coerenza. In questo momento, una nuova nomina potrebbe equilibrare la composizione del Consiglio del Parco, visto che la maggior parte dei componenti è stata scelta dal centrosinistra”.

Intanto, De Masi ha motivato le ragioni delle sue dimissioni: “Stavo facendo un gran lavoro quando è caduto il governo ed è arrivato un ministro di destra. Io che sono stato nominato da PECORARO SCANIO che è di sinistra, non ne faccio un fatto politico essendo la mia una nomina tecnica; ma oggi ne faccio un fatto di correttezza politica oltre che di cortesia. Se il ministro riterrà di confermarmi nell’incarico rimarrò, altrimenti...”.

De Masi è in carica dal 15 gennaio e nei suoi primi 100 giorni sembrerebbe che si sia fatto solo un "giretto" per i paesi cilentani. Alla fine ha sentenziato: “Ritengo che ci siano tre livelli di sviluppo possibile: quello altissimo da Costa Smeralda, dove potrebbe investire anche l’Aga Khan, quello di medio livello, e infine quello delle famiglie. Ma penso a Rimini non a Mondragone e alle seconde case”.

Grazie, professor De Masi cento e passa giorni per dirci quanto noi poveri aborigeni sapevamo già da tempo senza avere un titolo cattedratico. E pensare che la paghiamo 60.000 euro all'anno per darci queste perle di saggezza. Francamente da uno come Lei ci saremmo aspettati di più!

Intanto c'è chi giustamente prende l'iniziativa. Iniziativa che condividiamo come Cilentani, anche se di confine.

L'on. Alessandra Mussolini ha presentato un'interrogazione a risposta scritta, rivolta al Ministro on. Prestigiacomo. La questione è giustamente posta. Non si discutono affatto le indubbie capacità e competenze dell'esimio professore, ma il fatto che i suoi non pochi impegni non gli permettono quella presenza continuativa che un ente come il Parco del Cilento meriterebbe.

"Ora, "dichiara Bellomo, Consigliere Comunale di AS di Atena Lucana "inizieremo a raccogliere le firme in varie piazze del parco, perché vogliamo che IL“ROMANO" De Masi torni a Roma a dimostrare le sue capacità e non continui a spendere i soldi del Parco per convegni che servono solo a farsi conoscere. Al dire il vero mi sembra una campagna elettorale a spese dei cittadini". E aggiunge: "leggendo i giornali è chiaro a tutti che De Masi non è gradito oltre che alla destra neanche al centro-sinistra. Vedo che viene considerato da tutti come colui che vuole venire a passare le vacanze nel Parco, forse il weekend, certamente né io, né Azione Sociale, partito che rappresento, siamo disposti a sottometterci a queste illustri menti perfettamente straniere che vogliono divulgare la loro fama a spese dei cittadini".

I modi ricordano quelli dei nostri cugini del nord, per intenderci quelli con i fazzoletti verdi, ma la sostanza è ampiamente condivisibile.

La politica nel Cilento è attualmente l'OMBRA di quella volontà di RIVINCITA e RISCATTO che fece di questa terra uno dei più importanti luoghi dei moti risorgimentali.

I politici "nostrani" non sembrano avere a cuore la propria terra chiusi come sono a "coltivare l'orticello". L'idea di un parco quale motore di sviluppo di un'intera economia sembra non conquistarli veramente, chiusi come sono nel loro solipsismo di maniera volta solo a raccogliere i piccoli vantaggi di una politica miope e chiusa nel più gretto campanilismo.

Eppure il Cilento è una terra dalle mille potenzialità. Le intelligenze e le professionalità in loco non mancano. Naturalmente vi sono anche dei "disvalori" come quel tale originario di Cuccaro Vetere, che in giunta regionale a noi non sembra affatto abbia fatto pesare il suo prestigio a vantaggio della sua terra.

E' uno di quei casi anomali che la scienza non riesce a spiegare, proprio come il suo "compare" di giunta: don Antonio da Afragola.

Possibile che ci sia qualcuno che li voti?

Resta comunque il punto: il Cilento ai Cilentani?

Per quanto mi riguarda non sono aprioristicamente contro "esterni" che abbiano i numeri e le carte in regola per tale incarico. Come sarebbe potuto essere altrimenti "l'ozioso" professor De Masi. Preferiremmo, comunque, qualcuno che risieda nel territorio e lo viva o che dia la massima disponibilità e presenza per un incarico non certo facile. Ma soprattutto è indispensabile che più che un politico sia un persona dotata di comprovate capacità manageriali con una solida esperienza alle spalle.
Insomma qualcuno che possa consolidare l'ente, restituendolo alla sua vocazione di tutela del territorio e dell'ambiente naturale, ma che sia capace anche di valorizzare le potenzialità locali per avviare il Cilento e il Vallo di Diano ad uno sviluppo sostenibile e compatibile.

Il governo Berlusconi si è presentato agli Italiani come il portatore di una nuova cultura della gestione della "Res Publica". Speriamo che dia prova di coerenza anche a livello periferico e che lo spoil system paventato non sia l'occasione solo per dare uno "spazio" a chi in altri luoghi non l'ha trovato.

Meglio De Masi allora.

A proposito...dove si firma?


L'ozioso,
enzodisirio





martedì 22 aprile 2008

Alessandra Mussolini: Azione Sociale non confluirà nel P.d.L., resta l'alleanza.


Questo quanto si evince dal comunicato stampa della Federazione salernitana di A.S. che all'indomani dell'incontro della segreteria nazionale del 19 aprile 2008 così commenta. "l’altro punto all’O.D.G. era: il P.D.L. che fare? A tal proposito Alessandra Mussolini ha dichiarato in modo categorico che il Partito non si scioglie e, quindi, continua la sua attività politica nel Paese Italia, ferma restando l’alleanza con il P.D.L."
Anzi ."Entro pochi giorni la Segreteria Nazionale e l’esecutivo si rafforzeranno con una nuova riorganizzazione finalizzata al rilancio del Partito in tutta la Nazione. Siamo l’unica forza della Destra Sociale, Nazionale e Popolare a voler continuare il percorso tracciato dai Padri storici della Destra italiana, senza tentennamenti e senza rinnegare nulla. L’appello di Alessandra Mussolini, fatto proprio dall’intero direttivo nazionale, è quello di invitare i delusi, i “senza tetto” i fuggiaschi pentiti e chiunque si riconosca nei principi della destra popolare e di popolo, fossero anche persone che non condividono più questa sinistra popolar-capitalista, ad aderire ad Azione Sociale, dove troveranno autonomia di pensiero e niente catenacci al cervello. Continua, dunque, la campagna tesseramento in tutta la provincia salernitana che, voglio ricordare, a tutt’oggi ha già raddoppiato gli iscritti dell’anno 2007".
Che questa fosse la volontà di A.S. lo si era capito già in campagna elettorale quando , nella nostra cittadina Capaccio-Paestum, venivanno affissi solo ed asclusivamente manifesti col la dicitura "tesseramento 2008" per poi vedere solo in occasione della venuta del canidato locale Franco Cardiello, coordinatore nazionale di A.S., alcuni suoi manifesti elettorali.
Malgrado vi vosse stata l' adesione formale al Comitato elettorale della P.d.L. di Capaccio-Paestum, attività politica sostanziale in tal senso non ve ne stata se non un a comparsata fugace sotto qualche gazebo. Gazebo che sono stati organizzati da tutti i partiti e movimenti aderenti a tale comitato, anche i più piccoli come la D.C. per le autonomie, tranne propio A.S. che non ci ha gratificati con uno suo, malgrado la tanta declamata capacità organizzativa. Piuttosto la sua azione l'abbiamo vista soprattutto esplicarsi nel coprire con propri manifesti quelli della P.d.L. locale appena affissi.
Dal'altra parte la volontà del partito della Mussolini era ben chiara portare a casa la visibilità di un posto alla Camera dei Deputati infatti il comunicato dei lavori della Segrateria Nazionale di A.S. dice:“il Partito ha unanimemente espresso massima soddisfazione per il raggiungimento dell’obiettivo della rappresentanza parlamentare".
L'attuale mission in un altro passaggio del comunicato della federazione salernitana: "siamo l’unica forza della Destra Sociale, Nazionale e Popolare a voler continuare il percorso tracciato dai Padri storici della Destra italiana, senza tentennamenti e senza rinnegare nulla."
Per quanto riguarda il ruolo della Mussolini nel prossimo governo ci chiarisce un'agenzia dell'AGI del 22 apr.: Alessandra Mussolini, segretario nazionale di Azione Sociale e deputato del Popolo della Liberta', in relazione alle ormai incontrollate e, talvolta, paradossali indiscrezioni sulla possibile formazione di Governo, rende noto il seguente annuncio che verra' pubblicato sui maggiori quotidiani di Arcore: "A.A.A. laureata in medicina e chirurgia, pluriennale esperienza politica a livello europeo, nazionale e amministrativo, ottime e consolidate qualita' relazionali, specializzata in tematiche sociali, temperamento combattivo, ottima conoscenza di inglese e francese, bella presenza, offresi per incarico di Ministro con o senza portafoglio. Esclusi perditempo. Trattative quasi riservate".
enzodisirio