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giovedì 12 giugno 2008

CHI LI HA VISTI?

I 33 ispettori ambientali che hanno ultimato, con successo, il corso di
formazione professionale di base organizzato dal Comune di Capaccio Paestum nel
trascorso mese di aprile, hanno prestato giuramento davanti al sindaco Pasquale
Marino, ieri pomeriggio, presso la Sala Erica in Piazza Santini. A partire da
lunedì, organizzati per squadre, prenderanno regolare servizio, eseguito a
titolo di volontariato, dotati di apposita divisa di riconoscimento, tesserino
vistato dal Comune e telefonino (ai caposquadra) per contattare immediatamente
la Polizia Municipale e gli uffici comunali preposti per segnalare reati gravi
ai danni dell’ambiente, illecito abbandono di rifiuti e rilevanti trasgressioni
al regolamento del servizio di raccolta differenziata. Nell’accertamento delle
infrazioni delle relative ordinanze comunali, potranno anche emettere sanzioni
pecuniarie sul posto.

11/05/2008

E' trascorso un mese dal giuramento e qualche domanda sorge
spontanea:dove sono gli ISPETTORI AMBIENTALI COMUNALI?
Quali risultati hanno conseguito nel primo mese di controlli?


Intanto suggerisco di fare una passeggiata in via Sacco, davanti alla Sistemi Sud e spiegare che il sacco trasparente non serve per la carta (riciclabile = sacco blu) e che non si deposita il lunedì pomeriggio (il lunedì sera si deposita l'umido ... fino a diverso ordine).Certo tanti striscioni per invitare alla differenziata, ma nessun calendario dei ritiri SIC!















Foto scattata lunedì 9 maggio 2008 ore 19:45




Marco D'Auria

lunedì 19 maggio 2008

Il nuovo restyling di Napoli tra nuovi monumeti e la giornata ecologica.



Non ci crederete, ma ieri a Napoli si è celebrata "la giornata ecologica".Tutti a piedi, o in bici, pattini, e skate.Un messaggio, per far capire, che vivere meglio si può, basta lasciare a casa l'auto, e tutti i mezzi che provocano inquinamento.Una giornata all'insegna delle passeggiate all'aria aperta, senza l'inquinamento dei gas di scarico delle auto.



Nel capoluogo campano, tra i bellissimi monumenti, lo stupendo lungomare, accompagnati da una bellissima giornata di sole.Chi ha potuto godere delle meravigliose passeggiate tra Corso Garibaldi e via Chiaia, avrà notato e nuovi e meravigliosi arredi urbani nuovi di zecca forniti dalla regione, e così orgogliosamente inaugurati dal governatore Bassolino.
Qualche malalingua, li ha definiti cumuli d'immondizia, che in realtà, sono sculture post-moderne al consumismo della civiltà moderna.il buon don Antonio d'Afragola, non si è risparmiato, in ogni angolo di strada sono presenti queste opere, in molti casi di notevole portata, tanto da occupare l'intera sede stradale.come al solito non son mancati i teppisti, che armati di scope e pale, tentavano di rovinare le opere così accuratamente fatte.per rendere ancora più suggestiva la giornata, alcuni volontari, nella più sana tradizione partenopea, che vuole Napoli come la capitale dei fuochi d'artificio, hanno dato vita ad uno spettacolo inedito.opere dello stesso genere di quelle citate sopra, che ardevano insieme ai propri contenitori, aggiungendo al già cospicuo catalogo dei fuochi d'artificio, un'altra perla, dopo la bomba di Maradona, e quella di Bin Laden, la torcia Bassolino.senza parole, i migliaia di turisti da tutto il mondo, che scattavano fotografie a nastro, come se si trovassero di fronte alla tour Eiffel, o alla sfinge, per portare ai loro cari, una testimonianza delle bellezze di Napoli.cosa dire? siamo profondamente orgogliosi di come riusciamo sempre a stupire tutti, alla faccia di vuole passare le vacanze sul lago di Garda, o sulle montagne del trentino.visto il notevole successo, si è pensato di dissequestrare il sito di coda di volpe, per conservare queste bellissime opere, e riutilizzarle per altre occasioni.
Cari saluti ,
il borghese
( Gerardo Stabile)

http://www.wikio.it

lunedì 12 maggio 2008

LA POLITICA IN CAMPANIA : RESTYLING, EMERGENZE E SPERANZE

Anche la Iervolino, dopo Bassolino fa un po’ di restyling. Sembrerebbe che dopo anni di presupponenza di certa politica campana verso il mondo degli studi accademici si prenda la via dell’umiltà e si torni sui propri passi. Evidentemente sono passati i tempi in cui la “sindachessa di Napoli” definiva gli “intellettuali” dei “piripacchi”. Oggi, invece, afferma: «meglio un professore universitario di un segretario provinciale». Sembrerebbe che la Iervolino, con Bassolino, abbia scoperto che il “tecnico è bello”.


La competenza tecnica soccorre la politica in crisi?

In realtà parlare, nel caso campano,di crisi della politica dovrebbe sottintendere che almeno questa sia esistita nelle istituzioni come nella società. A noi sembra che negli ultimi anni vi sia stata una corruzione progressiva della politica che è divenuta sempre più aggregato di potere, di clientelismo, come di scandali a tutti i livelli. Eppure proprio coloro che sono percepiti come i simboli della “sistema Campania” ancora tentano pervicacemente di restare in sella. I restyling sono solo un tentativo di darsi un’immagine diversa dove la sostanza delle pratiche e dei comportamenti non cambia. Bassolino e Iervolino parlano di alta“responsabilità” e di dovere civico nella scelta di restare al loro posto. Eppure non sentono la responsabilità del loro operato. I frutti maturi del loro malgoverno sono dinanzi agli occhi di tutti e vanno ben oltre la crisi dell’emergenza rifiuti e toccano molti aspetti della vita amministrative degli enti da loro presieduti. La conseguenza dovrebbe essere una sola. Eppure sembra non sfiorargli la testa!

Il professor Domenico De Masi , invece, ha rimesso il mandato di Presidente del Parco Nazionale del Cilento con una lettera al Ministro per l´Ambiente Stefania Prestigiacomo. Personaggio prestigioso, esimio professore e presidente della Fondazione Ravello, ma che forse era di troppo nel Cilento. Il Parco ha bisogno di un presidente, egualmente prestigioso e preparato, ma che possa svolgere il proprio incarico a tempo pieno. Bene ha fatto l’on. regionale Salvatore Gagliano a porre la questione. De Masi, forse, avrebbe fatto meglio a non accontentare il suo “governatore” non accettando l’incarico. Sperare in una riconferma quale imprimatur del nuovo governo nazionale, a noi, francamente, sembra eccessivo. Intanto il lungo periodo di “vacatio” di una dirigenza certa e forte ha sortito i suoi effetti.
La Regione Campania, infatti, ha revocato, nel quadro del P.O.R. Campania 2000/2006, diversi finanziamenti per interventi infrastrutturali dei progetti integrati. "La revoca più vistosa e, per alcuni aspetti più scandalosa", si legge in un comunicato del consigliere regionale dei Ds Ugo Carpinelli, riguarda il Parco Nazionale del Cilento. Si tratta di ben 13 interventi che interessano la vasta area a sud della Provincia di Salerno e che andavano dalla sentieristica forestale del Parco ad interventi di recupero che avrebbero interessato il Comune di Santa Marina e la località di Torre Annunziata". Complessivamente gli interventi programmati ammontavano a 7 milioni di euro provenienti dalle risorse europee del POR. La Regione è stata costretta alla decisione perché l´Ente Parco Nazionale non è riuscito, dopo un´attenta istruttoria compiuta dal settore regionale, ad appaltare i lavori entro il 31 dicembre dello scorso anno. "È grave", ha dichiarato Carpinelli, "che un territorio importante come il Cilento sia privato di risorse comunitarie a causa dell´ incapacità amministrativa dell´Ente Parco che non ha saputo rispettare la tempistica dettata dalle procedure europee". Il che detto, da uno di quella sinistra, che governa alla Regione e che ha espresso la classe dirigente locale e del Parco, fa davvero impressione. Evidente denuncia, ...solo denuncia ma mai consequenziali negli atti. Eppure ci vuol ben poco.

Si ritorna ancora quindi al tema della responsabilità. Sì ma quale? Quella che è alibi per Bassolino e la sua “gente” o quella che reclama a gran voce la gente comune? O peggio quella delle aule di giustizia?

La Russa neo ministro della giustizia e reggente di A.N. invoca l’esercito per le strade. Forse più che l’esercito sarebbe opportuno qualche soldino in più alle forze dell’ordine, alla magistratura, poche leggi ma certe.


Intanto la notizia (in realtà da sempre risaputa) è che in strada in Campania ci sono ancora “ufficialmente” 30.000 tonnellate di “monnezza”. In realtà a mia opinione molte di più. Ma come al solito tutte o quasi le situazioni di malessere sono nel napoletano e nel casertano. Napoli centro, intanto, si mostra bella e pulita, la sua periferia è invece in sofferenza. La solita politica dell’immagine che ha governato la Campania con Bassolino negli ultimi anni, dove in realtà operazioni di sostanza se ne vedono molto poche.
Presto lascerà De Gennaro, il commissariato straordinario nominato da Prodi, e dovrebbe arrivare un sottosegretario con delega all'emergenza rifiuti . Cambio di rotta istituzionale espressione della volontà del neopremier Berlusconi di dare una svolta all’emergenza rifiuti, che sempre più sembra non essere produzione tipica soltanto campana.

Durante le elezioni sembrava che dovesse essere chiamata al difficile incarico la Barbara Contini, già responsabile dell'Amministrazione provvisoria della provincia di Tiqar (Iraq), ora circola di nuovo il nome di Bertolaso, definito dall'assessore campano all'ambiente Walter Ganapini:”esperto di tutto, di rifiuti certo no”. Detto da lui, visti i risultati raggiunti dalla giunta e dal suo Presidente, sarà certamente un complimento.
Tutti ricordano l’annuncio di Berlusconi: “Dopo aver ricevuto la fiducia, convocherò il primo C.d.M. a Napoli. La riunione del governo a Napoli sarà un fatto simbolico poi riprenderemo il nostro lavoro dopo un'interruzione di due anni”. Un evento che, piuttosto, tutti noi cittadini campani ci auguriamo sia più fattivo che simbolico.
Intanto Paolo Russo, esponente PDL, già presidente della commissione bicamerale d'inchiesta sul ciclo dei rifiuti, rivela alcuni aspetti del nuovo piano d’azione del Governo Berlusconi: “'uno dei pezzi importanti dell'intervento sarà il Piano Marshall delle bonifiche, una vera e propria azione etica, non solo per ripulire il territorio ma anche per riconciliare i cittadini con le istituzioni”. “Si pensa” quindi “di coinvolgere le migliori esperienze nazionali e internazionali, mettendo in campo il meglio che esiste nelle accademie, nelle scienze e nelle imprese, sotto il profilo della conoscenza e del know how”.
La questione è spinosa e di difficile soluzione. Una via, fondamentale, a mio parere è la provincializzazione del “ciclo dei rifiuti” per vincere le resistenze delle comunità locali, che così sentirebbero più tutelate, ma sarebbero nel frattempo responsabilizzate verso il problema.
La promessa fatta da Berlusconi è enormemente impegnativa. Le difficoltà tante. Sta a lui, ora, onorare questo “contratto” con i cittadini campani. Noi lo abbiamo già fatto dando al Popolo delle Libertà il record nazionale dei suffragi (il 50%). A ciascuno il suo!

enzodisirio

domenica 27 aprile 2008

LA MAGISTRATURA METTE I SIGILLI AL SITO DI ECOBALLE DI EBOLI


Il sito di Coda di Volpe, per ora, resta chiuso.
Il pubblico ministero, Angelo Frattini, della Procura di Salerno ha disposto il sequestro giudiziario dell’aria del depuratore, individuato dal commissariato di governo per lo stoccaggio di c.ca 20.000 ecoballe prodotte negli impianti di trito vagliatura (ex CDR) della Campania. Ieri, i carabinieri del NOE (Nucleo Operativo Ecologico) tra la soddisfazione e gli applausi della popolazione hanno apposto i sigilli.


In tre giorni d’intenso lavoro le forze dell’ordine hanno dovuto verificare presunte inadempienze nel progetto di allestimento, quali l’assenza della valutazione d’impatto ambientale come di eventuali abusi ai luoghi in un’area S.I.C., in piena Riserva Naturale del Sele-Tanagro.
La battaglia non è vinta. Spetterà, sempre, alla magistratura pronunciarsi dopo il ventilato ricorso degli uomini di De Gennaro.
Una conferma comunque c’è: se il procuratore Frattini ha ritenuto di dover procedere, evidentemente, ha considerato, sulla base, anche di riscontri oggettivi, che i timori della popolazione residente qualche fondamento dovevano averlo.
Bisogna dare atto alla popolazione della zona di aver avviato una battaglia, se pur tardiva e non continua, che hanno combattuti da soli. L’unica istituzione realmente e sinceramente vicina è stata la chiesa col suo parroco don Daniele Peron sfidando anche le gerarchie che lo avrebbero voluto più defilato.
La politica, come anche il mondo dell’associazionismo, anche ambientale, è stato del tutto assente. Anzi, è sembrato che l’unico interesse di questi assenti fosse stato quello di tenere quel sito di stoccaggio di ecoballe lontano dal capoluogo del Comune o comunque di posizionarlo sui confini.
Di certo le accusa verso l’amministrazione comunale di Eboli di non avere avuto un ruolo realmente fattivo sono state numerose, come le insinuazioni che questa in realtà abbia di fatto messo in condizione gli uomini di De Gennaro di scegliere loro il sito. Fondate o no che siano queste dicerie resta il fatto che anche a Capaccio, il comune frontaliero che forse più di della stessa Eboli ha da perdere in un’allocazione di tale sito sul Sele, non si è mossa foglia né da parte delle istituzioni, né da quello dell’associazionismo né da quello dell’imprenditoria. Forse per il timore di vedere in casa quanto stava per arrivare, invece, a confine.
Di certo si riapre adesso il fronte di Cava di Maiorano.
Una considerazione più generale però va fatta.
Non può pagare sempre lo stesso territorio il prezzo dell’opportunismo e dell’agio altrui. La Piana del Sele ha già dato, con le discariche di Parapoti, Serre e il sito di stoccaggio come Battipaglia.
E’ giusto che anche altri si facciano carico del problema.
Quanto detto vale anche per altre zone della Campania, dove la protesta della popolazione, come a Savignano Irpino, Atripalda, ecc. non è semplicemente il rifiuto di avere la “monnezza in casa” ma nasce dalla necessità che ciascuno risolva e gestisca il problema nel proprio ambito territoriale. Non si può continuare con la linea Bassolino della regionalizzazione della gestione dei rifiuti con una guida centralizzata a Napoli che tralaltro appare al cittadino campano medio come solo ispirata dalla volontà di scaricare il problema sulle altre province .
Le reazioni al centralismo napoletano, anche in altri ambiti, non mancano. Dal defezionismo del Vallo di Diano e del Cilento che Guardano verso Potenza, alle ultime dichiarazioni di Ermino D’Addesa, Presidente del Consiglio provinciale di Avellino, che afferma: “E’ maturo il tempo per aprire un dibattito sulla permanenza della Provincia di Avellino nell’ambito della Regione Campania e del sistema politico amministrativo che ha come perno il napolicentrismo….. Il territorio della Provincia di Avellino rischia di diventare la pattumiera della Campania e di Napoli in particolare”. La questione è la provincializzazione della governance dei rifiuti. E aggiunge: “Avellino, insieme alle province di Benevento e Salerno, deve intraprendere un percorso che deve portare alla costituzione di una nuova regione, che sia la risultanza territoriale delle tre province medesime. Le popolazioni delle tre province si devono riappropriare del loro territorio e impegnarsi nella valorizzazione dello stesso”. Cosa, aggiungo io, ancora più vera è necessaria se passasse la linea dell’abolizione delle Province, che lascerebbe i territori locali, in assenza di enti mediatori e più ampi, ancora più deboli ed esposti all’arbitrio di una super istituzione come la Regione Campania.
P.S.: non vorrei che si pensasse che sia contro i Napoletani. Tuttaltro!
Sono contrario a una certa gestione del potere che s’impernia su Napoli istituzione “padrona e magnona”. Scusatemi l’accento leghista.
enzodisirio

sabato 26 aprile 2008

SEQUESTRATO DALLA MAGISTRATURA IL SITO DI ECOBALLE A EBOLI


Dal presidio del comitato anti eco-balle di Coda di Volpe ci è giunta notizia che il giudice Frattini abbia disposto il sequestro dell'area del sito di stoccaggio.



Se la notizia fosse confermata sarebbe una notizia positiva che darebbe il tempo alle istituzioni per lavorare nella ricerca di siti alternativi più adatti.
La scelta di Coda di Volpe, infatti, aveva suscitatao la viva reazione dei residenti, preoccupati della localizzazione del sito a circa 700 metri dal fiume Sele, che già in passato aveva allagato la zona più volte.
Particolarmente sentita la preoccupazione della popolazione per l'economia della zona prevalentemente agricola.
Scongiurato per ora il pericolo in una zona non idonea come Coda di Volpe si spera che un eventuale sito alternativo venga identificato con criteri più congrui ed in accordo con le istituzioni locali.

Troppe volpi e struzzi in giro nella Piana del Sele!

Troppe assenze, troppi silenzi, troppe ambiguità gravano su Coda di Volpe e sulle 20.000 ecoballe che qui dovrebbero essere stoccate. Sembra quasi che la cosa non interessi nessuno tranne i residenti, il parroco Don Daniele Peron e naturalmente San Vito che qui fu martirizzato.



Sembra che alla fine gli Ebolitani di città possano tirare un respiro di sollievo. La loro aria resterà pura. Il sito di Cava di Maiorano, tralaltro il più idoneo, anche geologicamente, non voluto dal Sindaco, dai cittadini tutti, dalle associazioni, è stato surrogato da Coda di Volpe.
Peccato!
Peccato per Eboli, una cittadina ormai prevalentemente di pensionati e stipendiati, senza realtà industriali (la Pezzullo è ormai un ricordo), con una realtà commerciale asfittica, vede compromessa così anche l’ultima risorsa economica vitale rimasta: l’agricoltura!
Eppure il Sindaco Melchionda, conscio di tale realtà, si era fortemente battuto perché a Eboli vi fosse ubicato un polo agroalimentare, il primo dei quattro grandi progetti finanziati dal programma PASER.
Peccato!
Eppure a 300 metri dal sito di Coda di Volpe dovrebbe sorgere il porto canale del Sele, voluto sempre da quell’amministrazione.
Peccato!
Eppure quelle vasche di quel depuratore, mai terminato, doveva essere un importante progetto di riqualificazione ambientale, per finirla con le vasche imof e gli scarichi abusivi nei canali della bonifica.
Peccato!
Eppure quella zona del Sele negli ultimi dieci anni è stata più di una volta oggetto di esondazioni del Sele, arrivando ad allagare migliaia di ettari di terreni.
Peccato!
Eppure si è in piena zona S.I.C. (Sito d'Importanza Comunitaria), nella riserva naturale del Sele-Tanagro.
Peccato!
Ma a Capaccio l’altro grande comune interessato che aria tira?
Calma piatta!
Peccato!
Ma davvero si pensa che quanto avviene a Coda di Volpe a poche centinaia di metri dall’Heraion non debba interessare i Capaccesi?

Un Sele ancora più inquinato e in maniera più evidente non è problema anche nostro?
Eppure i danni ambientali e soprattutto economici e d’immagine sono più che evidenti.
A che serve accusare in pieno consiglio comunale certa stampa e certa politica dei danni derivati dall’emergenza rifiuti alle nostre produzioni tipiche al nostro turismo e più in generale alla nostra economia, se poi non si va oltre la comparsata presso il presidio dei manifestanti. E mi chiedo anche il perché se qualche mio concittadino non si fosse posto il problema.
A che serve promuovere un Salone della Mozzarella di bufala se poi rischiamo tra qualche mese di fare la fine del casertano?
Mi chiedo gli amici ambientalisti Pestani, tanto attenti ai fatti della stazione ferroviaria di Paestum, oggi dove sono? Cosa pensano di tutto ciò?
Latitanti.
Le organizzazione di categoria degli allevatori, degli agricoltori e degli operatori turisti dove sono? Cosa fanno in proposito?
Anch’essi latitanti!
Anzi qualche operatore turistico interpellato in proposito ha detto: “stamoce zitti, non facimmo ammoina sennò cà non vene nisciuno!”
Lo struzzo che mette la testa sotto la sabbia. Questo l’apparente modo di condursi degli imprenditori locali:
“lassammo passà l’estate po’ se vede”.



Complimenti!


Non ci resta che raccomandarci a San Vito!!!!

venerdì 25 aprile 2008

AVVISO IMPORTANTE: EMERGENZA ECOBALLE SUL SELE

QUANTI VOGLIONO PORTARE LA PROPRIA SOLIDARIETA' AI CITTADINI DI EBOLI CHE DA DIVERSI GIORNI PRESIDIANO CODA DI VOLPE PER PROTESTARE CONTRO LA SCIAGURATA SCELTA DI QUEL SITO QUALE SITO DI STOCCAGGIO DI PIU' DI 20.000 ECOBALLE POSSONO PARTECIPARE AL RAGGRUPPAMENTO CHE SI RIUNIRà ALLE 16.30/17.00 DINANZI AL BAR NAZIONALE DI CAPACCIO SCALO PER POI MUOVERSI VERSO IL PRESIDIO DI EBOLI.
RICORDIAMO CHE TALE SITO E' AL CONFINE CON CAPACCIO A POCHI METRI SUL SELE E COME TALE DANNOSO PER L'AMBIENTE E PREGIUDIZIEVOLE ANCHE ECONOMICAMENTE PER LA STESSA CAPACCIO
LE NOSTRE CULTURE AGRICOLE PREGIATE, IL COMPARTO ZOOTECNICO E QUELLO TURISTICO SONO GRAVEMENTE MESSE IN PERICOLO.SALVIAMO IL NOSTRO PAESE.
CONTRO L'IMMOBILISMO, CONTRO IL MENEFREGHISMO, CONTRO CHI NON VUOLE CHE DI QUANTO STA ACCADENDO SE NE PARLI DERUBRICANDO TUTTO A QUESTIONI D'OLTRESELE
SALVIAMO L'ECONOMIA DEL NOSTRO PAESE!

mercoledì 23 aprile 2008




ECO BALLE SUL SELE


UN ULTERIORE DISGRAZIA SI ABBATTE SULLA GIA’ PRECARIA ECONOMIA CAPACCESE.

UN’ALTRA MAZZATA PER IL TURISMO DELL’INTERA PIANA DEL SELE.

IN COTRADA CODA DI VOLPE, EBOLI, AI CONFINI DI CAPACCIO, SULLA SPONDA DESTRA DEL FIUME SELE, IN PIENO PARCO SELE-TANAGRO, A POCHI METRI DALL’HERA ARGIVA, SARANNO SCARICATE MIGLIAIA DI ECOBALLE PROVENIENTI DAI VARI CDR DI TUTTA LA CAMPANIA.

RINGRAZIAMO LA GIUNTA BASSOLINO PER L’ENNESIMO “REGALO” AI CITTADINI CAMPANI.

DOPO LO SCEMPIO DELL’IMMONDIZIA NELLE STRADE, QUESTA ULTERIORE INIZIATIVA, CHE DI FATTO PENALIZZA LA NOSTRA COMUNITA’.

IL POPOLO DELLE LIBERTA’
SOLIDALE CON I CITTADINI DI EBOLI

C H I E D E

AL SIG. SINDACO DI CAPACCIO, ED ALL’AMMINISTRAZIONE TUTTA,
VISTO IL GRAVE PERICOLO DI INQUINAMENTO ACQUIFERO E ATMOSFERICO,DI ATTIVARE TUTTE LE NECESSARIE INIZIATIVE PER EVITARE CHE IL NOSTRO TERRITORIO SUBISCA IL DEFINITIVO COLPO DI GRAZIA PER L’ECONOMIA, E IL TURISMO, OLTRE AL DANNO D’IMMAGGINE CHE UNA CITTA' DI OLTRE 2000 ANNI DI STORIA , E PATRIMONIO DELL’UNESCO, NON PUO' PERMETTERSI

martedì 22 aprile 2008

EMERGENZA RIFIUTI: POSSIBILE CHE A PAGARE SIANO SEMPRE GLI STESSI?

Possibile che a pagare siano sempre gli stessi?
Eppure la Piana del Sele ha già dato!
Perchè i virtuosi che cercano di fare la raccolta differenziata devono essere penalizzati da chi preferisce, invece, restare comodamente attacato alle "vecchie abitudini"?
Perchè Napoli deve essere il massimo centro di "importazione" e consumo della ricchezza e del denaro pubblico in Campania e invece "esportare" nelle altre province soprattutto la sua monnezza?

In piena area S.I.C. (Sito d'Importanza Comunitaria), nella riserva naturale Sele-Tanagro, il Prefetto De Gennaro, commissario per l'emergenza rifiuti, insiste nel voler localizzare un sito per 20.000 ecobale (per ora), provenienti dal C.d.r. di Battipaglia.
Ecoballe che allo stato difficilmente andranno in un "termovalizzatore" non essendo, a quanto sembra, a norma con quanto prescritto dalla normativa vigente.
Si profila quindi la realtà di un sito più permanente che transitorio.
Per di più in un area protetta e prossima al sito archeologico dell' Heraion, in un zona geologicamente sensibile, essendo il suolo prevalentemente sabbioso, a poche centinai di metri dal Sele, che come tutti sano ha la brutta abitudine di esondare dai suoi margini (con migliaia di ettari di terreno allagati), in delle vasche che dovrebbe essere di contenimento ma che non vennero più utilizzate dal Consorzio di Bonifica destra Sele quale parte del vecchio depuratore, a quanto sembra, proprio perchè non più impermeabili.

Ci si chiede allora quale la logica della scelta dei siti di stoccaggio, quando ci sembra esistono in zona altri alternativi come quello indicata dal Sindaco di Eboli, Melchionda, in un'area vicina allo stesso Cdr.

Lo stesso, infatti, osserva:"Nessuna delle motivazioni addotte per sostenere la scelta di Coda di Volpe regge alla realtà dei fatti. Portare qui le ecoballe significa penalizzare pesantemente il vero polmone verde ed agricolo della Campania. Per settimane abbiamo assistito alla sfilata di politici falsamente preoccupati per le sorti delle produzioni campane, a cominciare dalla mozzarella di bufala, e falsamente interessati alla soluzione del problema. La Piana del Sele è un motore verde ed economico sena paragoni sul territorio regionale. Invece di sostenere queste produzioni, che sarebbero anche il tentativo di riaccreditare il territorio regionale dopo le vergogne di Napoli, mettono in campo un nuovo attacco all’intera economia della Piana del Sele e della Regione. E’ il frutto dell’incapacità di gestire il fenomeno, un fallimento che ora si vorrebbe far ricadere su uno dei pochi territorio virtuosi.Basterebbe considerare che si vorrebbero portare le ecoballe in un territorio che ha già ospitato una discarica, ospita il Cdr, realizzerà un impianto di compostaggio moderno ed è alla vigilia dall’avvio della raccolta differenziata. Aspettavamo l’indicazione della discarica provinciale, invece siamo costretti ad assistere al tentativo di penalizzare uno dei pochi territori che si sta attrezzando per fare fronte all’emergenza. In questo passaggio c’è tutto il senso del fallimento di chi sarebbe chiamato a gestire la questione rifiuti".

E se Eboli si prepara ad affrontare il commissariato per l’emergenza rifiuti sulla questione delle eco balle, anche il Comune di Serre si prepara alla lotta, soprattutto contro l’amministrazione De Luca. Già respinta al mittente l’ipotesi di un allargamento della discarica di Macchia Soprana, il sindaco Palmiro Cornetta si prepara a tirare fuori le carte e gli impegni sottoscritti dal governo Prodi. Soprattutto il primo cittadino di Serre si prepara a calare sul tavolo del prossimo esecutivo Berlusconi l’impegno sottoscritto dall’allora responsabile del dicastero dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio di chiudere la discarica di Macchia Soprana al raggiungimento delle 700mila tonnellate di capienza. Un atto ufficiale che il futuro ministro dell’Ambiente non potrà certo non tenere conto davanti alle proposte di allargamento avanzate da De Luca. Dunque resta aperto più che mai il fronte Rufoli, cava destinata a raccogliere dalla prossima estate gli esuberi di immondizia prodotti dalla città di Salerno che non potrà più utilizzare Ostaglio, sito di stoccaggio alle porte del capoluogo oramai ai limiti della capienza.

E Capaccio e la sua amministrazione comunale cosa fanno?

Al di là degli sterili attestati di solidarietà il primo cittadino non è andato.
Ma un sito di stoccaggio di ecoballe a Coda di Volpa non è anche un problema di Capaccio?
Una eventuale esondazione del Sele colpirebbe miracolosamente solo il territorio di Eboli?
E che dire di eventuali infiltrazioni del percolato nella falda acquifera?
Cosa penserebbe un turista nell' ammirare l'Heraion a Capaccio con a poca distanza sull'altra riva del Sele un bel concentrato di "munnezza".
A che serve ospitare e promuovere nel nostro paese un salone della mozzarella di bufala, decantare la bontà e la sanità della nostra mozzarella se poi si rischia paradossalmente di fare la fine del casertano?
E che dire delle tante colture agricole come quella del carciofo I.g.p. di Paestum. Come sarebbe colpite da un tale ingombrante problema?
Parliamo del comparto turistico?
Evidentemente Capaccio-Paestum ha più da perdere della stessa Eboli per il sito di Coda di Volpe. Eppure nella casa "Comune" nulla si muove.

lunedì 21 aprile 2008

EMERGENZA RIFIUTI: PROTESTA DELLA POPOLAZIONE A EBOLI CONTRO UN SITO DI ECOBALLE


20.000 ecoballe in una zona inadeguata geologicamente.
I timori della popolazione per l'ambiente, l'economia e la salute.
Impedita la processione del patrono "San Vito"




Un errore strategico e di valutazione dei rischi da parte del Commissario De Gennaro con la scelta del vecchio depuratore del consorzio di bonifica Destra Sele a Coda di Volpe (Eboli-SA) come luogo di deposito delle ecoballe prodotte dal Cdr di Battipaglia. Scelta inopportuna, la zone infatti, è considerata a rischio inondazione, cosa capitata più volte negli ultimi anni, ed è situata a pochi metri dalla foce del fiume Sele e a due km dal mare. Inoltre è nel cuore della Piana del Sele dove ci sono importanti coltivazioni e aziende agricole ed è florido l'allevamento delle bufale. E’ proprio Coda di Volpe, infatti, la zona di coltivazione della rucola che viene esportata in tutta Europa. Viene da chiedersi perchè la scelta di tali siti, dove la falda acquifera e prossima alla superficie, il terreno sabbioso e quindi facilmente permeabile, tenendo presente che la tenuta della suddetta vasca non era certa, anzi dubbia, come più di un residente ha dichiarato.

Di soliti non si cercano siti con terreni argillosi, vecchie cave, ecc.?

L’area da adibire a sito di stoccaggio per le ecoballe venne requisita lo scorso tre marzo. Il provvedimento provocò vive proteste da parte dei cittadini e dell’amministrazione comunale di Eboli che propose un’ ipotesi alternativa e cioè un possibile ampliamento del CDR di Battipaglia. Ma questa soluzione non ha convinto De Gennaro che ha comunque dato l’avvio alle procedure per realizzare il sito.

Tutto ciò nel momento in cui "nella Piana del Sele", spiega Martinangelo, assessire provinciale all'Agricoltura, "si punta alla realizzazione del polo Agroalimentare. Nella zona", ricorda l'assessore, "sono presenti agricole e turistiche di grande eccellenza ed è già in atto una crisi generale dei comparti a causa dell'emergenza rifiuti in Campania".

Non dimentichiamo che a pochi chilometri vi sono i templi di Paestum e a poche centinaia di metri il complesso archeologico dell'Heraion.

Momenti di tensione, poi, stamane, in occasione della processione di San Vito, impedita dalle forze dell'ordine ad Eboli. I residenti avevano organizzato una processione con la statua del patrono di Eboli, San Vito, proprio sul Sele martirizzato, cui i fedeli si rivolgono come protettore delle colture. La statua era stata portata ieri nei pressi del sito, in attesa del rito di oggi. Le forze dell'ordine hanno però allontanato i cittadini, in vista dell'arrivo dei tecnici del Commissariato per l'allestimento del sito. "E' stato impedito alla nostra gente di portare in processione il santo - ha detto il sindaco Martino Melchionda - Qui esiste un legame profondo con San Vito, che più volte ha protetto dall'inondazione delle acque del Sele le nostre colture, pane per questa gente. Dopo aver allontanato una quarantina di cittadini, la polizia ha evitato che si svolgesse la processione". "La statua del santo è rimasta lì, e i fedeli non hanno potuto seguirla - racconta il sindaco - Ora ci viene detto di riportarla in chiesa". La tensione intanto non si allenta: centinaia di persone si sono radunate davanti al sito. Don Daniele Peron, il parroco che ieri ha celebrato una messa per i manifestanti, invita tutti a mantenere la calma.

giovedì 20 marzo 2008

Compostaggio, arriva l’ok della Regione

PETRONILLA CARILLO
La Regione Campania da il via libera ai progetti presentati dalla Provincia di Salerno per la realizzazione di ben sette impianti di compostaggio su tutto il territorio. Quattro di questi sono già stati finanziati. Si tratta dei siti di Giffoni Valle Piana che prevede ben sei linee di compostaggio; Eboli; Vallo della Lucania, che prevede la selezione multimateriale a secco; e Salerno per l’impianto a biodigestione anaerobica da trentamila tonnellate. Per quest’ultimo la Regione aveva stanziato, appena una quindicina di giorni fa, ben 25 milioni di euro nell’ambito del protocollo d’intesa stipulato tra il governatore Antonio Bassolino e il sindaco Vincenzo De Luca e con il quale si dava il via libera anche al progetto per il termovalorizzatore. Per gli altri tre impianti, due dei quali (Giffoni e Vallo) anche in fase di completamento, era stato invece previsto in passato un finanziamento di circa cinque milioni di euro a struttura. Il via libera arriva ora per gli altri progetti portati a palazzo Santa Lucia dall’assessore provinciale Angelo Paladino: quello di Nocera Inferiore per un impianto di digestione anaerobica (biogas) da 20mila tonnellate; Mercato San Severino e Sala Consilina per due semplici impianti di compostaggio.

Ma i sette impianti di Salerno si uniscono ad altri 23 previsti in tutta la Campania: quattro ad Avellino, due a Benevento, quattro a Caserta e tredici a Napoli. Il tutto per un impegno di spesa da parte della Regione di ben 100 milioni di euro. Una media, in pratica, di sei milioni di euro ad impianto. I nuovi siti si affiancheranno alle altre strutture esistenti: ovvero, ai sette Cdr e alle linee di compostaggio che non erano state ancora impiantate. I progetti presentati dai comuni, dovranno ora soltanto avere il via libera dal prefetto Goffredo Sottile. Gli impianti entreranno in funzione entro fine anno.

Esprime soddisfazione l’assessore Paladino. «Mi fa piacere notare che l’assessore regionale Walter Ganapini sta mostrando una grande sensibilità verso i progetti che arrivano dal territorio e che ci stia offrendo la possibilità di collaborare alla fase della progettazione. Questo proprio nell’ottica della provincializzazione del settore rifiuti come previsto dalla legge regionale». Ma Paladino annuncia anche: «Domani mattina (oggi, per chi legge) daremo ufficialità all’elenco dei 34 Comuni che hanno ottenuto i finanziamenti provinciali per la raccolta differenziata. Voglio difatti ricordare che la nostra giunta ha stanziato ben 500mila euro da destinare a quelle amministrazioni che hanno presentato soddisfacenti progetti». Fuori dai finanziamenti Salerno. «Stiamo provvedendo con fondi nostri - commenta l’assessore comunale Gerardo Calabrese - in passato abbiamo avuto un milione e mezzo di euro dalla Regione: 900mila li abbiamo spesi soltanto per comprare l’attrezzatura necessaria ad un bacino di 40mila persone».

I siti di compostaggio


Rifiuti, sfida a distanza Berlusconi-Bassolino



CORRADO CASTIGLIONE Nodo-rifiuti: nuove polemiche scoppiano sull’asse Pd-Pdl con la lettera inviata da Silvio Berlusconi a tre milioni e mezzo di elettori campani e pubblicata dal Giornale, laddove il Cavaliere promette: se tra meno di un mese il Pdl avrà vinto le elezioni l’emergenza ambientale della Campania sarà al primo posto nell’agenda di governo. Dal canto suo il governatore Antonio Bassolino dal blog replica: «Irresponsabili speculazioni elettorali».
Scrive Berlusconi: «Il primo impegno del prossimo governo sarà liberare Napoli e la Campania dalla montagna di rifiuti sotto la quale la classe dirigente del Pd - Prodi, Bassolino, Iervolino - le hanno sepolte». E attacca sia il livello regionale che quello nazionale. In particolare «il rifiuto di dimettersi da parte di Bassolino ha reso l’idea dell’arroganza con cui la sinistra ancora considera i cittadini come sudditi». Inoltre «il silenzio di Veltroni ci è parso un preoccupante segno di debolezza».
Dal Pd rintuzza il ministro per le Politiche giovanili Giovanna Melandri: «Chiunque vinca le elezioni deve farsi carico di risolvere questo problema che viene da lontano e sicuramente deve essere risolto con efficienza, ma anche senza speculazioni politiche». Rincara la dose Dario Franceschini: quando il Pd governerà compirà le scelte necessarie a risolvere la questioni rifiuti in Campania, anche perché non dovrà fare i conti «con chi mette veti ed ultimatum». Non ne fa il nome, ma allude al ministro uscente Alfonso Pecoraro Scanio. Invece fa il nome del ministro di An Gianno Alemanno, ricordando la sua protesta contro il termovalorizzatore di Acerra. Ancora più caustico Marco Follini, capolista al Senato del Pd, su Berlusconi: «Fare il gallo sull’immondizia non cancella l’immondizia e non santifica il gallo».
Controreplica di Mara Carfagna, nel cappello di lista del Pdl a Campania 2: «È fuori luogo il tentativo della Melandri di celare le responsabilità del centrosinistra campano sulla tragedia dei rifiuti». E a Follini ribatte: «Ridicolo. Follini non sa che in questa campagna elettorale lui è il capolista al Senato di un partito che da noi rappresenta proprio l’immondizia». Mentre il coordinatore regionale di Forza Italia Nicola Cosentino ribadisce che la lettera del Cavaliere «è un atto di estrema responsabilità che Berlusconi sottoscrive a nome del Pdl». Tra Pd e Pdl si inserisce Erminia Mazzoni (Udc), candidata al Senato: «Nessuno dei due si rende conto che i cittadini campani non hanno più bisogno di sapere di chi sia la colpa; cercano, invece, qualcuno che voglia impegnarsi per la soluzione».
Divisioni invece nella Sinistra Arcobaleno. Da una parte il segretario di Prc Franco Giordano ricorda: «È inutile che Berlusconi cerchi di nascondere le pesantissime responsabilità della destra». Da Palazzo Santa Lucia immediate le repliche. Ci pensa prima il vice-governatore Antonio Valiante: «Anzicché parlare di bubbone, ci saremmo aspettati l’invito a proseguire nell’incessante lavoro che stiamo portando avanti, a fianco del Commissario, per uscire definitivamente dalla crisi». Dal canto suo il governatore Antonio Bassolino affida la sua replica al blog: «Nonostante la demagogia degli appelli a votare sui rifiuti, credo sia possibile guardare con attenzione, con disponibilità e voglia di fare agli interventi che settore pubblico e settore privato stanno mettendo in campo. Dai rifiuti al turismo, dall’agricoltura al commercio, sono tante le organizzazioni e le persone impegnate a fare qualcosa per rimettere in moto la crescita e recuperare il terreno perso. Io sono con queste persone e con queste organizzazioni. Altri invece si muovono irresponsabilmente per lucrare qualche voto».