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venerdì 31 ottobre 2008

PAESTUM: CI POSSIAMO PRESENTARE COSI'?

I partiti del Popolo della Liberta
di Capaccio Paestum


CI POSSIAMO PRESENTARE COSI’ … ?

La nuova strada che costeggia le mura di Paestum sul lato sud / est è stata aperta al transito da qualche giorno ed è subito stata inaugurata … con diversi incidenti!

Quella strada dovrebbe rappresentare il biglietto da visita dell’area archeologica accogliendo i turisti fino a condurli ai parcheggi in costruzione, per poi rappresentare “la passeggiata” pedonale e ciclabile intorno alle mura, così come stabilito in precedenza dall’amministrazione di centro-destra.

In questi mesi abbiamo assistito attoniti a muri in cemento che venivano eretti, per poi essere abbattuti, a guardrail rivestiti in legno che dopo essere stati installati, a pochi giorni dall’apertura della strada, venivano brutalmente rimossi a colpi di flex, ad un manto stradale che avrebbe dovuto presentarsi “duro come il cemento” e che invece sembra sempre più uno sterrato di campagna … costato però più di d un pavimento con parquet!

Fino ad oggi siamo stati in attesa dell’intervento risolutivo … volevamo vedere fino a dove si poteva arrivare!

Ma la nostra coscienza di cittadini e contribuenti ci impedisce di tacere oltre e ci porta a porre a chi di dovere le seguenti domande:

1. la strada, che risulta aperta, è stata collaudata e con che esito?
2. perché tutte queste “varianti” anche in corso d’opera?
3. queste “varianti” in corso d’opera sono frutto di errori di esecuzione o di “sviste” di chi sovrintende al progetto o di precise richieste di altre autorità?
4. chi si accollerà tutti i maggiori oneri derivanti da un muro in cemento eretto e poi abbattuto, da un guardrail “speciale” prima installato e poi rimosso, da tutti i trattamenti a cui viene sottoposto il manto stradale per renderlo praticabile?
5. chi risponderà per le richieste di risarcimento da parte di sfortunati automobilisti che si infortuneranno su questo “stradone”?
6. perché viene impedito il transito agli autobus e agli autocarri su questa strada che invece è stata livellata e allargata proprio per deviare il traffico da quella parte?
7. come è possibile ritenere questo stradone rialzato a soli 4 metri dalle mura compatibile con l’area archeologica ed al contempo ritenere incompatibile, sino a ieri, un sottopasso (che scompare sottoterra) a 600 metri dalle mura?
8. quanto è costata e quanto ancora costerà ai nostri concittadini quest’opera?
9. e perché, a fronte di una strada che viene allargata, un’altra contigua (S. Venere) viene pericolosamente ristretta?

Queste sono domande, a cui noi abbiamo dato semplicemente voce, che tutti i nostri concittadini si pongono a cui vorremmo che chi di dovere desse piene e chiare risposte.

INTANTO L’ERBA NEI TEMPLI CRESCE SEMPRE PIU’ ALTA!

venerdì 1 agosto 2008

lunedì 28 luglio 2008

IL CENTRO DESTRA VINCE SUL PUC


Visualizzazione ingrandita della mappa




Il Consiglio Comunale del 21 luglio scorso ha approvato gli indirizzi alla relazione programmatica per la redazione del Piano Urbanistico Comunale (ex Piano Regolatore Generale). E’ un importante punto di partenza per la redazione di quel fondamentale strumento amministrativo che è il PUC e per la definizione di quella che sarà la “città futura”. In tal senso il centro-destra capaccese non poteva esimersi dal dare il suo contributo alla sua formazione data l’annosa attesa dei nostri concittadini, che a ragione vi intravedono lo strumento principe per lo sviluppo economico e sociale della nostra comunità.

In più di una manifestazione pubblica esponenti e consiglieri di centro-destra hanno affermato la propria volontà di andare all’approvazione di questo fondamentale strumento urbanistico e anche in commissione consiliare non hanno fatto mancare il proprio contributo d’idee, proposte, come non sono mancati i rilievi critici. Ma, al di là del voto anche positivo espresso in tale sede, tale scelta non può ritenersi debba vincolare i consiglieri comunali in fase di approvazione finale in aula (come fa da esempio la massima assise istituzionale italiana, il Parlamento, dove i gruppi parlamentari spesso pur avendo dato parere favorevole in Commissione sui progetti di legge, in aula si esprimono diversamente).

In tal senso i Consiglieri di centro-destra (il gen. Giuseppe Troncone, Gruppo misto PDL, Giuseppe Mauro e Roberto Voza, F.I.) si sono fatti portatori della volontà dei partiti di riferimento (F.I., A.N., A.S. e D.C. per l’Aut.) in Consiglio Comunale presentando un documento politico sulle linee di indirizzo alla relazione programmatica del PUC. Atto dovuto dei consiglieri comunali quali espressione in ambito istituzionale degli elettori di centro-destra che a tali partiti fanno riferimento. Né tanto meno i partiti di centro-destra potevano esimersi, in virtù del loro ruolo istituzionale e politico, dal presentare ulteriori misure correttive all’impianto degli indirizzi così come disegnato dalla maggioranza amministrativa di questo paese. Era non solo doveroso ma necessario alla luce delle importanti conseguenze che tale atto amministrativo avrà sulla vita quotidiana dei cittadini capaccesi.

Purtroppo ci è spiaciuto ascoltare in C.C. alcuni “nervosi e infastiditi” interventi di “censura” nei confronti dei consiglieri di opposizione ai quali si rimprovera l’apparente disponibilità della maggioranza a fare propri i contributi dell’opposizione e l’immotivata necessità di presentare un documento alternativo, come anche una supposta identità di contenuti tra le proposte di entrambe le parti politiche.
Riteniamo tali affermazioni inutili esercizi di dialettica per i motivi pocanzi espressi ma anche per l’insussistenza di tali asserzioni. Infatti, la tanto decantata apertura verso la minoranza non ha trovato consequenzialità alla prova dei fatti. La minoranza aveva espresso la volontà di avere un proprio tecnico, all’interno dell’Ufficio di Piano. Proposta pubblicamente accolta dal sindaco Marino. La minoranza conseguenzialmente ha formalmente proposto l’arch. Luigi Delli Priscoli. Tale nomina allo stato ancora non è pervenuta. L’opposizione ritiene tale nomina come fondamentale quale garanzia all’espletamento della sua funzione di proposta e controllo. All’Ufficio di Piano, spetta, infatti, la definizione del PUC con i contenuti e gli elaborati previsti dalla legge e secondo gli indirizzi forniti dall’Amministrazione.
La legge, poi, prevede come non consequenziale un’ulteriore passaggio in C.C. per l’approvazione finale di quest’importante strumento amministrativo, prevedendone anche la possibilità in seno alla giunta comunale.

Il centro destra, poi, si è espresso univocamente con un documento politico che vede la partecipazione di tutte le sue componenti politiche (F.I., A.N., A.S. e D.C. per l’Aut.) che attraverso una compagine consiliare più salda ha espresso la propria volontà di essere determinante in questo passaggio amministrativo così delicato. In tal senso ha posto in maniera chiara l’inderogabilità dell’assunzione del proprio documento quale emendamento integrale a quello della maggioranza. Alle proposte di mediazione giunte dai banchi della maggioranza e dalla stessa Presidenza del C.C. (integrazione parziale o assunzione di alcuni principi) i consiglieri di centro-destra hanno risposto unitariamente e chiaramente che sarebbero stati disposti a votare favorevolmente solo un documento emendato integralmente dal proprio.
Quanto alla similarità dei due documenti è stato chiaro il consigliere Caramante che in fase di dichiarazione di voto ha espresso le sue perplessità all’adozione di tale emendamento che modificava sostanzialmente la proposta della maggioranza in alcuni suoi punti chiave e qualificanti.

I punti qualificanti della proposta del centro-destra sono:

1. Capaccio Scalo dovrà recepire la maggior parte della volumetria residenziale del fabbisogno teorico calcolato - senza ipotesi forzate di situazioni di usi abitativi inesistenti - localizzati ai margini e/o nell'immediato periurbano, senza compromettere nel modo più assoluto le aree verdi interne all'insediato.

2. Prevedere le quote di utilizzo del comparto edificatorio nell'ordine del 70% da cedere gratuitamente al comune e del 30% come trasformabilità rispetto all'uso previsto;

3. La rilevante quota parte dei volumi ad uso alberghiero localizzata lungo il tratto Foce Sele-Varolato, Laura e Licinella senza alcuna previsione a uso residenziale, la quale comprometterebbe irrimediabilmente I'intero litorale marittimo;

· Altra quota significativa dei volumi alberghieri va localizzata a Capaccio Capoluogo intorno al centro storico valutandone l'effettiva domanda ditrasformazione degli operatori turistici;

4.
Piccole quote di volumi residenziali ai margini sfrangiati dei borghi urbani per un loro completamento e identità.

5. Il rispetto della naturale vocazione del térritorio nonché nel rispetto delle reali capacità ricettive degli ambiti di usi e funzioni e la non individuazione di nuovi insediamenti dove non siano presenti i servizi e le opere di urbanizzazione primaria (rete fognaria, rete pubblica illuminazione, rete idrica, sicurezza, ecc.) perché i costi a carico della collettività non sarebbero giustamente finalizzati;

6. Per "luoghi e sistemi di luoghi" individuati come maggiormente trasformabili esistenti ai margini dei nuclei insediativi e non all’interno di aree libere, in modo da
realizzare un "sistema di percorsi verdi e di luoghi interni ed esterni ai nuclei" con funzioni commerciali, di servizio e verde locali che colleghino i nuclei insediativi con I'area del Parco archeologico di Paestum, e ne costituiscano il sostegno organizzativo e di integrazione reciproca ed urbana.

7. Dare consistenza e metodo all'attuazione del piano ricorrendo allo strumento del "Progetto urbano" consistente in un insieme di procedure ed atti tecnici finalizzati alla costruzione secondo un approccio strategico del progetto di assetto futuro, attribuendo finalmente a quest'ultimo una fisionomia e una finalità precisa rispetto al processo di piano. In sostanza il "Progetto urbano" dovrebbe fornire tutti gli elementi necessari per validare la quantità e la qualità delle trasformazioni che il progetto individua, per determinare la convenienza sia pubblica che privata delle operazioni nel loro complesso.

La rappresentazione del Consiglio comunale ultimo scorso fatta da alcuni organi di stampa dove si suggerisce surrettiziamente un improbabile “inciucio” tra maggioranza e opposizione, alla luce dei fatti, è destituita di ogni fondamento e quindi irreale. L’opposizione di centro-destra ha fatto ampiamente il suo dovere istituzionale realizzando anzi una grande vittoria politica in seno al C.C. Infatti, la maggioranza ha votato il nostro documento, nella sua integrità, come emendameto al proprio.

enzodisirio

venerdì 25 luglio 2008

Verso il Popolo delle Libertà: avanti con brio.

Comincia a delinearsi il percorso che porterà al PDL.
Il reggente di AN, Ignazio La Russa, in tal senso è stato molto chiaro: "i dettagli del 'timing' verso il nuovo soggetto unitario" ha spiegato "saranno resi noti nell'Assemblea nazionale prevista per sabato 26", ma ha sottolineato che "non chiudiamo F.I. e A.N. ma realizziamo in pochi mesi una confluenza, con altri movimenti, nel nuovo soggetto politico unitario, con regole, strutture e veste autonoma". Per il reggente di A.N., da subito "possono iniziare a lavorare i comitati che devono preparare l'approdo, in particolare il comitato costituente e la commissione Statuto".

Più esplicito Maurizio Gasparri:" Ci siamo presentati con le liste del PDL. Abbiamo approvato un programma di governo ed una carta dei valori ai quali fanno riferimento anche i Gollisti di Sarkoszy, che Berlusconi e Fini siano i leaders di queste compagini lo sanno tutti. Sabato c'è l' Assemblea di A.N. per decidere le tappe".
Le percentuali? "70% F.I. e il 30% A.N. è una proposta ragionevole. Intanto i gruppi parlamentari già ci sono. Pian piano ci sentiremo tutti membri del P.d.L. e presto ci sarà una generazione P.d.L.". Ed aggiunge:"l'identità è nei contenuti, nei valori e nei programmi. L'orticello personale non è l'unico orizzonte della vita".
A chi poi fa notare come la scelta più marcatamente moderata possa allontanare l'elettore di destra dal nuovo soggetto politico Gasparri replica: "Pochi mesi fa quanto ha preso il P.d.L.? L'esperimento della Destra di Storace come è finito?" E rimarca: "Già si sono divisi. Ma pensare di saltare da una posizione all'altra non è possibile. Non amo gli arrampicatori, trovo più coerente la scelta di Storace". Il riferimento, ovviamente è a Daniela Santacchè: "Se ha fatto delle scelte fallimentari, non può pensare di rientrare. I professionisti della sconfitta e del mugugno non troveranno porte aperte nel P.d.L.".

Beh.... quest'ultima affermazione di Gasparri potrebbe valere anche per la nostra Capaccio.
Quanti nelle ultime elezioni amministrative hanno preferito al centro-destra, a cui a parole dicono di appartenere, le finte liste civiche di Marino, rimangano pure dove il vento dell'opportunismo li ha portati.
Il centro-destra sta riorganizzandosi e il P.d.L. comincia ad assumere contorni più precisi. Ciò significa che un'opposizione sempre più forte e valida comincia a prender forma.
Intanto sul PUC abbiamo avuto una vittoria completa sulla maggioranza, la quale ha dovuto assumere quale emendamento integrale le osservazioni contenute nel nostro documento assumendo importanti linee guida e principi in deroga, su questioni rilevanti, all'impianto ideato da Scairati e dal lavoro comune di tutto il centro-sinistra di governo.

Il centro-destra c'è!

L'ha dimostrato con un documento politico comune di tutte le sue componenti (F.I., A.N., A.S., D.C. per l'Aut.) che ha portato, anche, a serrare le file in Consiglio Comunale, con Troncone, Mauro e Voza firmatari e propositori di tale documento politico.

L'amministrazione Marino e i gruppi consiliari che lo sostengono pur di portare a casa l'unanimità sul PUC hanno dovuto abdicare a sostanziali modifiche, su punti fondamentali, degli indirizzi programmatici.

Siamo alla svolta.
Si passa da un'opposizione anarchica e disorganizzata ad una più organica e coordinata, sia per l'ambito squisitamente politico che per quella in Consiglio Comunale, dove sin ad ora si era sentita in prevalenza solo la voce del gen. Troncone.

Per aspera ad astra!

enzodisirio

sabato 28 giugno 2008

L'opposizione che non c'è e quella che verrà.

Un vecchio adagio ci dice che l' unione fa la forza.
Sarà vero?

Di certo una minoranza coesa, motivata e decisa ha la capacità di incidere sul momento, mettendo in crisi anche le ragioni e la forza di una maggioranza forte e determinata.
Un pò Davide contro Golia.
La storia politica e amministrativa della nostra Capaccio non è estranea a tali eventi.

Chi ricorda l'amministrazione MARINO 2?
Forte di un successo elettorale bulgaro, mai visto prima e mai eguagliato sino ad ora, arrivò in Consiglio Comunale con una maggioranza di ben 16 consiglieri su 20.
Ma i numeri non si fermarono qui!
Poco dopo i due candidati sindaci del Polo delle Libertà, Giovanni Scariati, e della Sinistra, Mauro Gnazzo, cominciarono a votare con la maggioranza.

Rusultato: maggioranza 18 voti potenziali, minoranza 2.
A questo punto mi direte c'era ben poco da fare per i due consiglieri di opposizione PEPPANTONIO TADDEO (A.N.) e MIMMO NESE (F.I.).
Peggio anche del rapporto teorico maggioranza-minoranza dell'attuale Consiglio Comunale.
Marino poteva fare sogni tranquilli.

E invece......

La sfortuna di Marino fu di avere all'opposizione due consiglieri con una certa esperienza politica, assolutamente disinteressati, motivati, determinati e più che uniti da stima e amicizia personale.
Questi furono gli ingredienti di base di una piatto amaro per il primo cittadino e la sua giunta di allora.
Ad aiutarli furono anche gli inevitabili dissidi e confronti interni di quella maggioranza, che i due seppero sfruttare abilmente mettendo in luce "magagne", "interessi", disservizi e debolezze nell'azione amministrativa.

La loro non fu solo una opposizione amministrativa ma soprattutto politica.
Ebbero anche la fortuna di avere due partiti alle spalle ben diversi dagli attuali.
Pian piano riuscirono a staccare da quella che sembrava una monolitica maggioranza pezzi importanti.
In un'azione sempre più stringente e mirata riuscirono a mettere in luce "realtà" e aspetti della politica di quell'amministrazione che misero prima a disagio, poi in disaccordo quanti, in quella maggioranza, avevano un idea della loro presenza in Consiglio Comunale ben diversa da quella in cui li si voleva mantenere.
I consiglieri cominciarono a pensare con la propria testa e a non accettare la "vulgata" propinatagli. I guai giudiziari che vennero poi aprirono definitivamente gli occhi a molti.

Alla luce della situazione attuale quell'esperienza è applicabile anche oggi?

Non credo. Gli uomini di quell'opposizione, senza offesa per gli attuali, erano diversi e di ben altra tempra.
Anche i partiti sono diversi.
Forza Italia all'indomani delle ultime amministrative era divisa e disorganizzata.
A.N. pur avendo passato vicessitudini ben peggiori è riuscita comunque a trovare una guida unitaria e ad organizzarsi. Nel bene e nel male ha cercato di dare supporto ed appoggio all'unico consigliere che si è fatto carico di rappresentarla, il gen. Giuseppe Troncone. Al quale va il merito di essere stato sin dal primo momento coerentemente uomo di opposizione.
Purtroppo ciò che è mancato è stato proprio quel coordinamento, quell'unità di intenti ed azione che Taddeo e Nese seppero mettere in pratica.
E' noto a tutti come i partiti dell'allora Polo delle Libertà all'indomani delle ultime elezioni amministrative non riuscissero a colloquiare e ad intendersi. Meno che mai a coordinarsi e a mettere in campo un'azione unitaria.
Da ciò tutti i mali che seguirono.
Consiglieri a briglia scolta, dove anche l'autorità e l'autorevolezza dei partiti di riferimento erano venuti meno. Un esempio per tutti l'indicazione di Forza Italia di votare Peppe Mauro alla Comunità Montana, la pratica degli altri consiglieri che invece votarono altrimenti. Purtroppo come tutti sappiamo quello non fu l'unico caso, tanto che più di una volta pubblicamente mi sono chiesto se Mauro fosse o meno il Capogruppo di F.I. in C.C. e se quel gruppo di fatto esistesse ancora.
Le ultime politiche con la vittoria del P.d.L. hanno portato inevitabilmente i partiti del centro-destra a confrontarsi tra loro e ad avviare una problematica collaborazione.
La strada e ancora irta di difficoltà, ma l'importante è cominciare ad andare nella direzione giusta. Attualmente un "esperimento" di collaborazione e "coordinamento" è in corso.
Chiaramente ciascuno nell'ambito della propria autonomia come ha rimarcato più volte la dirigenza locale di Forza Italia.
Un primo passo importante lo si è fatto con le riunioni comuni e pubbliche che i partiti in area P.d.L. (Forza Italia, A.N. e la D.C.) tengono quindicinalmente nelle diverse contrade di Capaccio.
Riunioni che vedono la presenza unitaria dei consiglieri comunali (Troncone, Mauro, Voza e Mazza) e dei responsabili politici (Di Benedetto, Sica e Ragosta).
E' solo un primo passo anche se come ho detto il traguardo è ancora lontano.

Del resto dell'opposizione che dire?

Maria Vicidomini. Subentrata al compianto prof. Luigi Di Lascio, di certo non ha seguito le sue orme. Mi sembra più una foglia al vento nella sua attuale condotta politica. Generalmente vota con la maggioranza.
Quanto alla scelta dell'amministrazione, notizia letta sul Corriere del Cilento, di servirsi del figlio della Vicidomini, il dott. Nicola Delli Santi, per la finanza di progetto non posso che, a differenza di altri, dirne bene. Ben venga la scelta di valorizzare le intelligenze e le professionalità locali per una più efficace azione amministrativa, anche se la cosa non può che far nascere nel cittadino, che da esterno vede la cosa, delle perplessità di opportunità.

Nino Pagano. Per me un vero punto dolente. Con Nino condivido la bella esperienza del Movimento Giovanile della D.C. Già allora aveva dato prova di rara intelligenza e capacità politica. Ricordo, le tante iniziative messe in cantiere e i traguardi raggiunti. Tra questi era motivo di soddisfazione comune l'elezione di Nino nel Consiglio di amministrazione della Federico II come rappresentante degli studenti e il suo ruolo di dirigente regionale di quel movimento. Purtroppo la sua azione politica attuale è praticamente uguale a zero. Almeno quella in Consiglio Comunale. Mi rattrista il fatto che chi come lui ha avuto il consenso di una parte importante dell'elettorato capaccese non sia presente continuativamente a rappresentarlo. Ma come dargli torto sino ad ora il suo vecchio amico Pasquale Quaglia, come Presidente del Consorzio di Bonifica di Paestum, ha più che colloquiato amichevolmente col Sindaco contro cui Nino si era candidato.

Da tutto ciò emerge un quadro di un'opposizione sgangherata e non certo unitaria.
Se non fosse stato soprattutto per Peppe Troncone ed in una certa misura anche Peppe Mauro in Consiglio Comunale non si sarebbe sentita una sola voce critica.

Le continue voci che circolano per il paese di dissidi interni alla maggioranza non sono affatto il primo passo verso la sua disgregazione. Perchè avvenga ciò vi dovrebbe essere un opposizione ben diversa da quella attuale.
Questa minoranza non potrà mai proporsi come motore aggregante di eventuali dissidenti se non trova in se stessa le ragioni per essere unita.
Bene ha detto Peppe Mauro, negli ultimi pre-consigli quando ha ricordato che l'azione dei consiglieri in consiglio deve avere alle spalle la guida ed il supporto dei partiti.

Se poi aggiungiamo che c'è ancora chi nell'ombra muove i fili non volendo che si avvii un reale processo di coordinamento e chiarificazione sia all'interno del P.d.L. che nel centro-destra pensando di poter ancora ritagliarsi un ruolo egemone e centrale allora il quadro del lavoro da fare diventa sempre più chiaro anche se i tempi sembrano allungarsi.

Non posso, poi, non lanciare un appello al Nuovo P.S.I. affinchè la sua dirigenza sia più partecipe alle vicende locali e meno incline ai soli appuntamenti romani.

Alla dirigenza locale di A.S., recentemente assenteista agli incontri del centro-destra, ricordo che il prossimo pre-consiglio è Giovedì, 10 Luglio, alle 21.00, a Santa Venere, presso il Bar Siano. Argomento: l'ordine del giorno del prossimo Consiglio Comunale ed il P.U.C.


enzodisirio

lunedì 16 giugno 2008

OZIO CREATIVO

Questo è il titolo di una delle "fatiche" dell'ecclettico professor De Masi.

E sì che di impegni lo stakanovista professore ne ha.........

E', infatti, DOCENTE di Sociologia del Lavoro alla Sapienza di Roma dal 1961, PRESIDENTE della Sit (Società italiana del telelavoro), ha fondato anche la S3-Studium, Scuola di specializzazione in Scienza organizzative della quale riveste il ruolo di DIRETTORE SCIENTIFICO, è inoltre DIRETTORE della rivista Next Strumenti per l'innovazione, e CURA per la Franco Angeli Editore la collana "La Società" senza trascurare le numerose COLLABORAZIONI con quotidiani e periodici e naturalmente le pubblicazione di saggi e studi, è tralaltro PAST-PRESIDENT NAZIONALE dell'Aif, Associazione italiana formatori, e dell'In/Arch, Istituto nazionale di Architettura.

Dimenticavo ......è anche PRESIDENTE della Fondazione Ravello (Festival). Inoltre ......SEMBREREBBE anche il PRESIDENTE del Parco Nazionale del Cilento e del Vallo di Diano.

Per uno che parla di .."ozio" ne fa di cose.

Di lui nel Cilento sappiamo che a maggio ha rimesso il mandato di Presidente del Parco nelle mani del neo Ministro all’Ambiente Stefania Prestigiacomo.
Le hanno chiamate dimissioni di cortesia.....

Salvatore Gagliano, consigliere regionale di An, a questo proposito in quei giorni ha commentato: “Reputo che la decisione presa dal Presidente Del Parco, oltre che opportuna, sia stata quanto mai doverosa per una questione di coerenza. In questo momento, una nuova nomina potrebbe equilibrare la composizione del Consiglio del Parco, visto che la maggior parte dei componenti è stata scelta dal centrosinistra”.

Intanto, De Masi ha motivato le ragioni delle sue dimissioni: “Stavo facendo un gran lavoro quando è caduto il governo ed è arrivato un ministro di destra. Io che sono stato nominato da PECORARO SCANIO che è di sinistra, non ne faccio un fatto politico essendo la mia una nomina tecnica; ma oggi ne faccio un fatto di correttezza politica oltre che di cortesia. Se il ministro riterrà di confermarmi nell’incarico rimarrò, altrimenti...”.

De Masi è in carica dal 15 gennaio e nei suoi primi 100 giorni sembrerebbe che si sia fatto solo un "giretto" per i paesi cilentani. Alla fine ha sentenziato: “Ritengo che ci siano tre livelli di sviluppo possibile: quello altissimo da Costa Smeralda, dove potrebbe investire anche l’Aga Khan, quello di medio livello, e infine quello delle famiglie. Ma penso a Rimini non a Mondragone e alle seconde case”.

Grazie, professor De Masi cento e passa giorni per dirci quanto noi poveri aborigeni sapevamo già da tempo senza avere un titolo cattedratico. E pensare che la paghiamo 60.000 euro all'anno per darci queste perle di saggezza. Francamente da uno come Lei ci saremmo aspettati di più!

Intanto c'è chi giustamente prende l'iniziativa. Iniziativa che condividiamo come Cilentani, anche se di confine.

L'on. Alessandra Mussolini ha presentato un'interrogazione a risposta scritta, rivolta al Ministro on. Prestigiacomo. La questione è giustamente posta. Non si discutono affatto le indubbie capacità e competenze dell'esimio professore, ma il fatto che i suoi non pochi impegni non gli permettono quella presenza continuativa che un ente come il Parco del Cilento meriterebbe.

"Ora, "dichiara Bellomo, Consigliere Comunale di AS di Atena Lucana "inizieremo a raccogliere le firme in varie piazze del parco, perché vogliamo che IL“ROMANO" De Masi torni a Roma a dimostrare le sue capacità e non continui a spendere i soldi del Parco per convegni che servono solo a farsi conoscere. Al dire il vero mi sembra una campagna elettorale a spese dei cittadini". E aggiunge: "leggendo i giornali è chiaro a tutti che De Masi non è gradito oltre che alla destra neanche al centro-sinistra. Vedo che viene considerato da tutti come colui che vuole venire a passare le vacanze nel Parco, forse il weekend, certamente né io, né Azione Sociale, partito che rappresento, siamo disposti a sottometterci a queste illustri menti perfettamente straniere che vogliono divulgare la loro fama a spese dei cittadini".

I modi ricordano quelli dei nostri cugini del nord, per intenderci quelli con i fazzoletti verdi, ma la sostanza è ampiamente condivisibile.

La politica nel Cilento è attualmente l'OMBRA di quella volontà di RIVINCITA e RISCATTO che fece di questa terra uno dei più importanti luoghi dei moti risorgimentali.

I politici "nostrani" non sembrano avere a cuore la propria terra chiusi come sono a "coltivare l'orticello". L'idea di un parco quale motore di sviluppo di un'intera economia sembra non conquistarli veramente, chiusi come sono nel loro solipsismo di maniera volta solo a raccogliere i piccoli vantaggi di una politica miope e chiusa nel più gretto campanilismo.

Eppure il Cilento è una terra dalle mille potenzialità. Le intelligenze e le professionalità in loco non mancano. Naturalmente vi sono anche dei "disvalori" come quel tale originario di Cuccaro Vetere, che in giunta regionale a noi non sembra affatto abbia fatto pesare il suo prestigio a vantaggio della sua terra.

E' uno di quei casi anomali che la scienza non riesce a spiegare, proprio come il suo "compare" di giunta: don Antonio da Afragola.

Possibile che ci sia qualcuno che li voti?

Resta comunque il punto: il Cilento ai Cilentani?

Per quanto mi riguarda non sono aprioristicamente contro "esterni" che abbiano i numeri e le carte in regola per tale incarico. Come sarebbe potuto essere altrimenti "l'ozioso" professor De Masi. Preferiremmo, comunque, qualcuno che risieda nel territorio e lo viva o che dia la massima disponibilità e presenza per un incarico non certo facile. Ma soprattutto è indispensabile che più che un politico sia un persona dotata di comprovate capacità manageriali con una solida esperienza alle spalle.
Insomma qualcuno che possa consolidare l'ente, restituendolo alla sua vocazione di tutela del territorio e dell'ambiente naturale, ma che sia capace anche di valorizzare le potenzialità locali per avviare il Cilento e il Vallo di Diano ad uno sviluppo sostenibile e compatibile.

Il governo Berlusconi si è presentato agli Italiani come il portatore di una nuova cultura della gestione della "Res Publica". Speriamo che dia prova di coerenza anche a livello periferico e che lo spoil system paventato non sia l'occasione solo per dare uno "spazio" a chi in altri luoghi non l'ha trovato.

Meglio De Masi allora.

A proposito...dove si firma?


L'ozioso,
enzodisirio





sabato 14 giugno 2008

PROPORSI O CANDIDARSI?

In politica il PROPORSI è una delle cose più semplice e difficile da farsi.

Concorrere per una candidatura è una cosa che, invece, riesce facile a molti.
Il difficile è costruire il CONSENSO, presentarsi agli altri con un PROGETTO più che con un nome.
Tutti sanno che l'anno prossimo si dovrebbe tornare a votare. Le europee e le provinciali sono certe, in forse ancora le regionali.
Bassolino in piena emergenza rifiuti fece capire che restava al suo posto di governatore della Campania solo per senso di responsabilità, ma che nel 2009 si sarebbe dimesso. La dichiarazione del 18 aprile 2008 è chiara: "Ancora un anno di lavoro, poi si può andare al voto in anticipo sulla scadenza naturale". Qualcuno, allora, ha malignato che don Antonio in realtà aveva fissato tale data per ritirarsi a Strasburgo e godere dei "benefici" della carica di deputato europeo. Notizie di questi giorni ci informano, invece, di un Bassolino pressato dai suoi a rimanere sino a scadenza del mandato. La dichiarazione del 12 giugno 2008 è sottilmente differente dalla prima: "Dobbiamo andare avanti e fare il nostro dovere. Poi, tra un anno, verrò in Consiglio e sarò io a chiedere una discussione per vedere a che punto siamo. Ascolterò e poi prenderò la decisione che riterrò più giusta, nell’interesse dei cittadini".
LA PAURA FA 90!
Il successo elettorale del P.d.L. alle politiche ha messo in discussione molte certezze del centro-sinistra campano.
Ma si vota anche alle provinciali.
Il candidato del centro-sinistra per il momento sembra essere Villani. E' il presidente uscente, ma è anche l'esponente politico che ha subito l'isolamento della sua stessa parte politica. La sua è una giunta che ha lavorato bene, ma che ha dovuto affrontare non poche difficoltà interne. L'ultima crisi si è superata solo perchè rimettere in discussione gli incarichi e gli equilibri interni avrebbe potuto aprire degli scenari dai risvolti incontrollabili. Il PD e Idv hanno dovuto rinunciare alle richieste di nuove poltrone, anzi l'ultimo summit dei vertici del centro-sinistra salernitano ha sancito lo status quo e rinnovato (per ora) la fiducia al presidente Villani anche per le prossime elezioni provinciali.
Nel centro-destra le cose sono ben diverse.
Il successo elettorale alle politiche ha galvanizzato un pò tutti. La via del successo però non è scontata. L'effetto Berlusconi in questo caso non è d'aiuto. E' necessario presentarsi agli elettori con un valido progetto politico per la nostra provincia e un nome che possa incarnarlo pienamente. Cioè un candidato presidente che sia funzionale ad un serio ed attento progetto per lo sviluppo della nostra provincia. L'accortezza di arrivare ad un ACCORDO UNITARIO tra le parti senza bruciare un possibile buon candidato è un imperativo e meglio sarebbe calare una cortina fumogena sul tutto per ora. L'importante è avere un candidato Presidente per l'autunno di quest'anno per dargli modo di preparare una campagna elettorale che si presenta difficilissima.

Questo per il futuro. Per il presente, per amore di trasparenza, non posso non citare quanto già riportato dagli organi di stampa.
Fra i nomi fatti ricordiamo quello dell'on. Edmondo Cirielli che però ha smentito dopo pochissimi giorni. L'impegno quale Presidente della quarta Commissione Permanente “Difesa” della Camera dei Deputati l'aveva già portato a dimettersi da Presidente provinciale di A.N.

In quota Forza Italia le indiscrezioni giornalistiche indicavano Alberico Gambino, commissario provinciale e Ernesto Sica da poco rieletto sindaco di Pontecagnano. Anche queste candidature di bandiera. Di Gambino già da tempo sapevo ambisse alla scranno di consigliere regionale, incarico più compatibile con l'attuale impegno di Sindaco di Pagani. Un'eventuale candidatura di Sica a nemmeno un anno dalla sua elezione a Sindaco avrebbe significato un terribile schiaffo ai cittadini di Pontecagnano.

In realtà sembrerebbe che i giochi siano già stati fatti da tempo.
L'impressione che avevo leggendo i giornali e ascoltando varie indiscrezioni e che quando si decidevano le liste per le politiche scorse in realtà si parlasse anche di altro. Ripeto la mia è un'impressione e come tale fallace.

Attualmente i giornali ci hanno regalato ancora due nomi.
Quello del sen. Nino Paravia e quello di Giovanni Romano, già Presidente provinciale di A.N. e attuale vicesindaco di Mercato San Severino.

Il nome di quest'ultimo, secondo quanto riportato dal "Salernitano" del 13 giugno, sambrerebbe poi essere stato fatto da Forza Italia. L'indicazione di un esponente importante di A.N. sembrerebbe alludere, come indicava l'articolo, ad una possibile primogenitura del candidato presidente alla Provincia da parte di A.N., mentre quella alla Regione sembrerebbe già appannaggio di Forza Italia. In reltà io qualche idea me la sono fatta. E anche qui tutto sembra celare un altro tatticismo.

Le candidature di Giovanni Romano, che ha dato prova di grande amministratore quale Sindaco della sua cittadina, come anche quella di Nino Paravia, un imprenditore capacissimo, ex presidente degli industriali salernitani sono di eccezionale levatura.


Per quanto riguarda i risvolti locali si può dire ben poco. La vox populi indicava qualche tempo fa una candidatura dello stesso sindaco Marino, superata oggi da quella del suo delfino Tarallo. Sempre in area PD la Pace la si vedrà concorrere per la Regione? O forse ci sarà Marino?
Nella sinistra estremista Gnazzo si ripresenterà alle amministrative o/e sponsorizzerà Castaldi alla provincia?

Nel centro-destra molto probabilmente anche in questa tornata elettorale si ripresenterà il simbolo del P.d.L. Il che significa che nel nostro collegio si dovrebbe andare sotto una candidatura unica per Forza Italia, Alleanza Nazionale, la D.C. per le autonomie, il nuovo P.S.I. e il P.R.I. Restano l'incognite M.P.A e A.S.. Quest'ultima potrebbe candidare in ogni collegio un suo uomo o anche far valere il patto federativo con F.I. entrando così nella quota di questo partito.
In questo caso i candidati locali potrebbero essere diversi: l'avv. Catarozzi, il dott. E. Sica , Pignataro o l'avv. Farro.
Chiaramente queste sono indiscrezioni senza alcun valore di credibilità o espressione di effettive volontà degli interessati, non essendoci ancora alcuna candidatura ufficializzata.
Resta ancora da chiarire la ricerca del metodo.
A.S. aveva proposto le primarie per la scelta del candidato Presidente della Provincia.
Per quanto mi riguarda il metodo potrebbe valere anche per la scelta dei candidati consiglieri.
Preferirei votare più un'idea o una proposta che una faccia.

enzodisirio

giovedì 1 maggio 2008

VERSO IL PDL DUE LE PAROLE D'ORDINE: CHIAREZZA E DIALOGO.


Leggo con una certa amarezza e delusione l'ultimo commento al post sulla Festa della Libertà del 10 maggio.

Non voglio credere che a scriverlo sia stato Guido Giudice, Presidente del Circolo di Azione Sociale di Capaccio-Paestum. Spero che, invece, si tratti semplicemente del solito misero provocatore, vigliacco per di più perchè non osa firmarsi.

A Capaccio è ultranoto la mia convinzione, personale, che AS non abbia abbracciato sia a livello locale che nazionale, quel progetto politico che è il PDL. Sono confortato in ciò dal comunicato stampa della Federazione salernitana di quel partito che all'indomani dell'incontro della segreteria nazionale del 19 aprile 2008 così commenta:"l’altro punto all’O.D.G. era: il P.D.L. che fare? A tal proposito Alessandra Mussolini ha dichiarato in modo categorico che il Partito non si scioglie e, quindi, continua la sua attività politica nel Paese Italia, ferma restando l’alleanza con il P.D.L." Anzi si aggiunge: ."Entro pochi giorni la Segreteria Nazionale e l’esecutivo si rafforzeranno con una nuova riorganizzazione finalizzata al rilancio del Partito in tutta la Nazione. Siamo l’unica forza della Destra Sociale, Nazionale e Popolare a voler continuare il percorso tracciato dai Padri storici della Destra italiana, senza tentennamenti e senza rinnegare nulla. L’appello di Alessandra Mussolini, fatto proprio dall’intero direttivo nazionale, è quello di invitare i delusi, i “senza tetto” i fuggiaschi pentiti e chiunque si riconosca nei principi della destra popolare e di popolo, fossero anche persone che non condividono più questa sinistra popolar-capitalista, ad aderire ad Azione Sociale, dove troveranno autonomia di pensiero e niente catenacci al cervello. Continua, dunque, la campagna tesseramento in tutta la provincia salernitana che, voglio ricordare, a tutt’oggi ha già raddoppiato gli iscritti dell’anno 2007".


Per questo mio convincimento espresso a voce alta, anche su un certo forum, sono stato violentemente attaccato, offeso, fatto oggetto di insinuazioni ed in ultimo minacciato, anzi mi sembra si parlasse di promesse......


Nulla però e stato fatto per fugare questo mio dubbio.

Debbo dire che realmente sono stato l'uomo, solitario purtroppo come possono testimoniare in molti, del dialogo con i fuoriusciti, anche dopo la brutta sorpresa, che confesso mi dispiacque non poco, dell'intervista di L.F. sul "corriere dell'amministrazione" di Caramante & Stile, rivista non amica per entrambi, in cui si diceva di tutto di più su A.N. e suoi uomini definendo coloro che non avevano scelto di andare via solo "degli scarti".


A nulla servono i chiarimenti "privati" in cui si afferma che tale epiteto coma anche gli altri sempre non lusinghieri erano indirizzati solo ad "alcuni". Quando si affermano delle cose specie quelle che toccano la dignità delle persone, o di un intero partito politico, devono trovare chiarimento e definizione sempre nella sfera pubblica se così espresse. Altrimenti sorge spontaneo il dubbio che esistano doppie verità.


Le mie perplessità sul ruolo di A.S. nel futuro PDL non sono state fugate in via ufficiale.

Mi è giunta risposta di un tal "arditisempre", di qualche altro esagitato interlocutore non ben definito, anche del responsabile locale, a dire il vero, ma mai in forma ufficiale che come ho detto è l'unica che ritango legittima a fugare ogni dubbio. Sarebbe bastato un comunicato ufficiale sempre sul sito di A.S. che meglio defenisse e chiarisse il senso del primo comunicato, oppure una lettera ufficiale del responsabile locale di quel partito ai suoi colleghi locali dei movimenti costituendi il PDL, che prendendo atto dei dubbi sorti chiarisse ogni cosa.


Invece malgrado avessi anche sollecitato un chiarimento personale questo non è venuto mai perchè ritengo non lo si volesse in realtà. Anzai penso si cerca sempre di creare ad arte un casus belli per destabilizzare il centro-destra capaccese, che si abbia bisogno di un nemico, sempre in A.N., il sottoscritto, Mucciolo, Peppantonio, i Sica, l'on. Cirielli, per legittimare e trovare fondamento alla propria ragion d'essere.


Queste spero che siano solo mie illazione, che verranno smentite nei fatti e soprattutto nel modo di porsi e di esprimersi da parte di chi dovrebbe invece lavorare per essere strumento di unità e non di divisione. Si potrà dire che io faccio altrettanto. Vero. Ma la mia convinzione nasce dalla fiducia tradita in un interlocutore, dall'analisi dei fatti e dei comportamenti di uomini e partiti durante questo periodo sino al culmine della campagna elettorale.


Il meglio però lo si è dato successivamente nei miei confronti, a fronte di leciti dubbi non fugati nei modo e nelle forme dovute, si è cercato di "chiarire", forse il termine è troppo forte, con interventi di personaggi di fantasia su un certo forum, per via traversa, con telefonate ad "altri" per mandarmi a dire cosa che poi ufficialmente non si esprimono ( i passaggi li ho indicati). Poi al mio non voler cambiare idea a fronte di chiarimenti ufficiali e personali più volte sollecitati si è passati all'insulto, al dileggio, all'insinuazione e peggio alla minaccia, anzi alla promessa...in puro stile camorristico.


Noto anche che il responsabile provinciale di A.S. non ha chiarito nè condannato (ma c'era da sorprendersi?) quanto dettomi dal suo referente locale. Evidentemente condivideva, forme, modi e contenuti.


Debbo dire che mi sono trattenuto, solo dietro insistenze di "amici", dal non investire ufficialmente il partito della cosa. Sempre per non compiere atti definitivi. Altri, in altre occasioni, per molto meno, sono subito corsi ... a riferire al loro coordinatore nazionale, Franco Cardiello, alla loro responsabile nazionele on. Alessandra Mussolini.

Evidentemente stili e comportamenti molto diversi.



Infatti, io posso, a differenza di altri, senza farmi trascinare da livore o risentimento, distinguere il fatto personale da quello politico.

A.S. chiarisca la sua posizione ufficialmente. Le porte della PDL non sono mai state serrate per alcuno. Altrimenti resta sempre, come chiarisce quel famoso comunicato, che voi avete pubblicato sul vs. sito, una possibile alleanza come centro-destra.


enzodisirio


martedì 22 aprile 2008

Alessandra Mussolini: Azione Sociale non confluirà nel P.d.L., resta l'alleanza.


Questo quanto si evince dal comunicato stampa della Federazione salernitana di A.S. che all'indomani dell'incontro della segreteria nazionale del 19 aprile 2008 così commenta. "l’altro punto all’O.D.G. era: il P.D.L. che fare? A tal proposito Alessandra Mussolini ha dichiarato in modo categorico che il Partito non si scioglie e, quindi, continua la sua attività politica nel Paese Italia, ferma restando l’alleanza con il P.D.L."
Anzi ."Entro pochi giorni la Segreteria Nazionale e l’esecutivo si rafforzeranno con una nuova riorganizzazione finalizzata al rilancio del Partito in tutta la Nazione. Siamo l’unica forza della Destra Sociale, Nazionale e Popolare a voler continuare il percorso tracciato dai Padri storici della Destra italiana, senza tentennamenti e senza rinnegare nulla. L’appello di Alessandra Mussolini, fatto proprio dall’intero direttivo nazionale, è quello di invitare i delusi, i “senza tetto” i fuggiaschi pentiti e chiunque si riconosca nei principi della destra popolare e di popolo, fossero anche persone che non condividono più questa sinistra popolar-capitalista, ad aderire ad Azione Sociale, dove troveranno autonomia di pensiero e niente catenacci al cervello. Continua, dunque, la campagna tesseramento in tutta la provincia salernitana che, voglio ricordare, a tutt’oggi ha già raddoppiato gli iscritti dell’anno 2007".
Che questa fosse la volontà di A.S. lo si era capito già in campagna elettorale quando , nella nostra cittadina Capaccio-Paestum, venivanno affissi solo ed asclusivamente manifesti col la dicitura "tesseramento 2008" per poi vedere solo in occasione della venuta del canidato locale Franco Cardiello, coordinatore nazionale di A.S., alcuni suoi manifesti elettorali.
Malgrado vi vosse stata l' adesione formale al Comitato elettorale della P.d.L. di Capaccio-Paestum, attività politica sostanziale in tal senso non ve ne stata se non un a comparsata fugace sotto qualche gazebo. Gazebo che sono stati organizzati da tutti i partiti e movimenti aderenti a tale comitato, anche i più piccoli come la D.C. per le autonomie, tranne propio A.S. che non ci ha gratificati con uno suo, malgrado la tanta declamata capacità organizzativa. Piuttosto la sua azione l'abbiamo vista soprattutto esplicarsi nel coprire con propri manifesti quelli della P.d.L. locale appena affissi.
Dal'altra parte la volontà del partito della Mussolini era ben chiara portare a casa la visibilità di un posto alla Camera dei Deputati infatti il comunicato dei lavori della Segrateria Nazionale di A.S. dice:“il Partito ha unanimemente espresso massima soddisfazione per il raggiungimento dell’obiettivo della rappresentanza parlamentare".
L'attuale mission in un altro passaggio del comunicato della federazione salernitana: "siamo l’unica forza della Destra Sociale, Nazionale e Popolare a voler continuare il percorso tracciato dai Padri storici della Destra italiana, senza tentennamenti e senza rinnegare nulla."
Per quanto riguarda il ruolo della Mussolini nel prossimo governo ci chiarisce un'agenzia dell'AGI del 22 apr.: Alessandra Mussolini, segretario nazionale di Azione Sociale e deputato del Popolo della Liberta', in relazione alle ormai incontrollate e, talvolta, paradossali indiscrezioni sulla possibile formazione di Governo, rende noto il seguente annuncio che verra' pubblicato sui maggiori quotidiani di Arcore: "A.A.A. laureata in medicina e chirurgia, pluriennale esperienza politica a livello europeo, nazionale e amministrativo, ottime e consolidate qualita' relazionali, specializzata in tematiche sociali, temperamento combattivo, ottima conoscenza di inglese e francese, bella presenza, offresi per incarico di Ministro con o senza portafoglio. Esclusi perditempo. Trattative quasi riservate".
enzodisirio