"...Il vecchio ch'è forte non s'aggrinza,
Le radici profonde non gelano.
Dalle ceneri rinascerà un fuoco,
L'ombra sprigionerà una scintilla;
Nuova sarà la lama ora rotta..."
John R. R. Tolkien
venerdì 29 novembre 2013
Le radici profonde non gelano
giovedì 10 ottobre 2013
DUNQUE, DOVE ERAVAMO RIMASTI?
Era il 1987 quando Enzo Tortora tornò alla RAI aprendo così la sua trasmissione più famosa.
Aveva subito un'ingiusta detenzione su false accuse.
Oggi possiamo dire con uguale certezza che anche la destra italiana è stata sequestrata ed imprigionata. Anni di berlusconismo ne hanno snaturato l'identità e "corrotto" coloro che ne dovevano essere i suoi interpreti nelle istituzioni. Il PDL ne è stato il luogo della dissoluzione finale.
Il paradosso è che la destra in Italia è ancora vitale, ha un suo elettorato, ma non ha veri riferimenti (se non casi di nicchia) politici significativi e credibili.
Oggi, quelle che erano le anime della diaspora, del MSI prima e di AN oggi, cominciano ad immaginare una riunificazione.
Così i vari vecchi "colonnelli" iniziano a muoversi per ricostituire i loro vecchi gruppi, le future "correnti" di un eventuale probabile soggetto unico.
Personalmente penso che sia improbabile che coloro che hanno crocifisso e ucciso l'unico soggetto politico della Destra italiana, cioè AN, possano oggi rifondarla. Sono assolutamente poco credibili. Sarebbe una "fusione fredda" simile a quella che segnò la nascita del PD.
Troppi galli: la Destra di Storace, Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni, Guido Crosetto e Ignazio La Russa, persino il FLI di Fini e Bocchino ed adesso anche Prima l'Italia di Alemanno.
Non vorrei che più che la rinascita di un soggetto politico di Destra, sia un comodo contenitore per alcuni di riciclarsi e ricercare i fasti del passato, per trovare uno "spazio" che altrove non trovano più.
Non ho dubbi, in vero, che sia così, ma è anche vero che il diavolo fà le pentole ma non i coperchi.
Se lor signori vorranno creare un soggetto che nelle sue logiche decisionali e di selezione degli eletti sia la fotocopia della vecchia AN, che aveva mediato i modi del berlusconismo, allora, stiano certi che la creatura così partorita alla sua nascita sarà già morta.
Se invece si darà spazio ai territori e agli iscritti con una vera democrazia interna e con un modello simile a quello del vecchio MSI, adeguato a logiche diverse da quelle correntizie, allora forse la Destra potrebbe anche rinascere.
Di certo, oggi, il partito di leader con logiche quasi plebiscitarie come lo fù quello di Fini non è più possibile. Manca la personalità carismatica, ma soprattutto vi è la mediocrità generale dell'attuale classe non-dirigente degli ex-AN.
Insomma i grandi feudatari, i valvassori (quelli che sono forti nei territori ) ed i valvassini (gli aspiranti) vorrebbero tornare ad avere un "Regno", ma penso proprio che nessuno di loro potrà mai essere Re. Cosa di cui anch'essi sono consapevoli. Così ciascuno cerca di crearsi uno "spazio" o di trovarvi una collocazione utile in prospettiva della "riunificazione" o meglio quella che è stata denominata "l'Officina per l'Italia".
Ieri sera, presso l’ Hotel Engel a Capaccio, si è tenuta la prima riunione in provincia di Salerno di "Prima l’Italia", il movimento politico lanciato da Gianni Alemanno nelle scorse settimane.
I promotori sono stati Giovanni Graziano e Claudio Pignataro, presiedeva l'incontro Antonio Tisci, membro del Consiglio Direttivo Nazionale.
Numerosi gli aderenti al neo-movimento presenti, ma aggiungo anche un gruppo di amici, che da quasi sempre fanno politica nella cittadina dei Templi.
Così a dare il benvenuto agli attivisti di Prima l'Italia, non poteva che esserci che chi ha rappresentato negli ultimi anni la Destra capaccese, il dott. Franco Sica, già presidente di AN e coordinatore del locale PDL.
Questa è stata anche l'occasione per tanti vecchi amici, che si riconoscevano nel Circolo di AN "Giorgio Almirante" per rivedersi e reincontrasi. La curiosità tanta, ma soprattutto il riscoprire quegli stessi sentimenti di appartenenza e quella voglia di fare che hanno animato la politica capaccese degli ultimi anni.
Abbiamo partecipato a questo evento come ospiti curiosi e guardinghi a questa iniziativa. Ben lungi dall'aderire, vi abbiamo partecipato come osservtori interessati. In fondo per quelle che sono le premesse di "Officina per l'Italia", quali siano le vie scelte alla fine tutte porteranno a Roma! Tutti i vecchi amici della destra salernitana e pestana alla fine si ritroveranno, se le cose andranno nel verso giusto, nella stessa "casa".
Ma una certezza si è fatta avanti: non è più tempo di restare in attesa, non si sà di cosa, ma è tempo di tornare ad essere protagonisti.
Così quei vecchi amici di sempre hanno deciso che questa non è stata solo "una rimpatriata".
Potrebbe essere l'inizio per ritrovare tanti amici, tutti coloro che sono stati in tempi diversi animatori di questo gloriosa fucina politica.
Che ritorni il glorioso Circolo "Giorgio Almirante"?
Dunque...dove eravamo rimasti?
lunedì 27 aprile 2009
Ci riprovano ancora: di nuovo l'incubo dell'immondizia a Capaccio.
Il progetto avrà il costo presuntivo di 7.000.000 di euro.
Di nuovo l'incubo a Capaccio dell'immondizia, questa volta sotto le mentite spoglie di una centrale elettrica.
Non sono personalmente contrario a siti di tal genere, anzi li ritengo utili nel ciclo dello smaltimento dei rifiuti, ma mi chiedo esterefatto:
Vi sembra proprio Varolato il posto giusto per fare ciò?
Mentre per quel sito nel mio programma elettorale immaginavo lo sviluppo turistico, l'attivazione del pontile per l'attracco del metrò del mare, com'è possibile che il sindaco di Capaccio possa avevrvi immaginato una stazione per il trattamento dei rifiuti?
Per altro il Consiglio comunale di capaccio ha approvato un atto deliberativo con il quale, su forte sollecitazione dell'attuale presidente del consiglio Paolo Paolino, si decideva di bandire dal territorio qualsiasi forma di trattamento dei rifiuti. Come mai quella delibera consiliare è stata disattesa?
E poi immaginate cosa accadrà a varolato quando diverrà meta per il trattamento delle sostanze organiche di tutta la Piana del Sele? Un sito di 7 milioni deve avere certamente una capacità recettiva di notevole portata.
Faccio appello al sindaco ed alla giunta che si possa rivedere questa che io definisco una follia ed ai cittadini tutti che possano prendere coscienza di cio che sta accadendo.
sabato 18 aprile 2009
venerdì 17 aprile 2009
ANCHE A CAPACCIO DA AN AL PDL NASCE IL FUTURO
AMICI DEL POPOLO DELLE LIBERTA'
"GIORGIO ALMIRANTE"
Domenica 19 aprile
ore 17.00
ASSEMBLEA
degli iscritti e simpatizzanti
Taverna Pane e Vino, Via ITALIA 61
giovedì 16 aprile 2009
Inbarazzo nella Città dei Templi. L'amministrazione Marino sconfessa i propri funzionari.
da "la Città di Salerno" — 15 aprile 2009 pagina 23 sezione: NAZIONALE
Capaccio. La locale amministrazione comunale, retta dal sindaco Pasquale Marino, prende le distanze, con un pubblico manifesto, dalla decisione dei funzionari dell’ufficio commercio di aver concesso la licenza a due nuovi supermercati. Sulla questione interviene, però, il circolo "Amici del Pdl", presieduto da Francesco Sica.
«E’ singolare che gli amministratori, sindaco in testa, disconoscano l’operato di funzionari alle proprie dipendenze». • «Anche chi distrattamente avesse letto quei manifesti - continua Sica - non può non porsi la domanda più che legittima, su quale gravissima inadempienza o non osservanza della legge questi funzionari abbiano dato corso. La vicenda diventa ancora più strana e misteriosa, quando si apprende che tali responsabili dell’ufficio commercio non hanno fatto altro che il loro dovere applicando la legge e dando corso a legittime richieste d’imprenditori economici. Allora è naturale domandarsi ma quale è la ragione dell’imbarazzo?».
• Sica solleva dubbi sulla posizione assunta dall’amministrazione che sembrerebbe giustificata dalla tutela dei commercianti locali, probabilmente risentiti per la nascita di altri due supermercati. «A spingere l’amministrazione Marino a prendere una posizione avversa a quella dei corretti funzionari comunali - aggiunge Sica - non sará stato solo l’inevitabile e giusto risentimento di tanti commercianti locali minacciati da questi nuovi "intrusi". Forse la ragione dell’imbarazzo nasce dal fatto che una delle attivitá a beneficiare di tali licenze commerciali è la catena di supermercati Super Alvi. A molti dei nostri concittadini tale sigla non dirá nulla, ma se aggiungiamo che partecipe della proprietá di tale catena commerciale è la famiglia dell’attuale presidente della Provincia Villani, nonché candidato presidente alle prossime elezioni nella stessa coalizione in cui è candidato Marino, allora le cose si chiariscono del tutto. La coincidenza della concessione di una licenza commerciale ad una societá vicina al candidato presidente nella cui compagine elettorale si schiera la maggioranza di centrosinistra di Capaccio, con la candidatura del suo uomo di punta, il sindaco Marino, potrebbe sembrare quanto mai sospetta. Allora per placare qualsiasi malevola interpretazione, hanno messo le mani avanti, riuscendo però in modo assai maldestro solo a sollevare un polverone ancora più grande sulla vicenda e a partorire un imbarazzante ed imbarazzato manifesto».
Angela Sabetta
martedì 24 febbraio 2009
Fiato alla trombe, fuoco alle polveri, eccoti i candidati alla provincia.
Si preparano le auto e cominciano ad intravvedersi i primi concorrenti al Gran Premio per la Provincia di Salerno avvicinarsi ai nastri di partenza.
Fino a qualche giorno fa parlare di candidature alla provincia era come fare dei meri azzardi, rimanendo un po' tutti gli aspiranti dietro le quinte in attesa dell'evolversi della situazione.
Per ora certi sono solo i candidati presidente.
Ma anche qui non sono mancate le incertezze a partire dallo stesso Villani che benché candidato uscente ha dovuto riaffermare la propria leadership su una coalizione sbandata e rissosa. Non a casa moltissime le liste preparate e non solo per scelte strategiche. La rissosità e le divisioni del PD hanno portato anche qui a partorire nuove liste interne a quella stessa formazione politica, provocando non pochi problemi e proteste delle formazioni minori.
A Capaccio ne abbiamo avuto la testimonianza con la formazione nel Consiglio Comunale del gruppo di "Vince il territorio", che ha visto confluirvi il dott. Franco Longo, che evidentemente riteneva scomoda la convivenza nello stesso gruppo di Lorenzo Tarallo, Vice Sindaco e Presidente locale del partito e da cui probabilmente ha voluto rimarcare un netto distacco; il consigliere Pasquale Mazza, eletto in F.I. e da sempre pietra dello scandalo nel paese per il suo sempre, cristallino e mai negato appoggio alla maggioranza in ogni occasione, passando anche per il sostegno pubblico nelle ultime politiche alla contradaiola candidata nel PD Angela Pace, senza che i propri referenti (il precedente coordinatore cittadino, il prof. Antonio di Benedetto, e il neo-commissario, l'avv. Rosario Catarozzi) prendessero seri provvedimenti esaustivi; la consigliera Maria Vicidomini che anch'essa ha finalmente formalizzato il suo passaggio in maggioranza ponendo fine all'ipocrisia dell'eredità raccolta e non salvaguardata del prof. di Lascio a cui è subentrata, ed in fine Nicola Ragni.
Ragni subentrato all'assenteista Nino Pagano, che evidentemente intendeva non disturbare, ha dato maggior peso politico al proprio gruppo venendo ad assumere un ruolo apparentemente critico interno alla maggioranza a cui ha aderito, andando a mettere in discussione equilibri e ruoli precedentemente costituiti. Daltraparte si sa, Nicola Ragni è uno che di politica ne mastica e vuole avere il giusto peso nella coalizione e cosa importante sa farlo senza avere remori o tentennamenti.
Il nuovo gruppo consiliare è quindi espressione a livello locale di quanto in modo più articolato e complesso avviene anche a livello provinciale, dove tra red, white, deluchiani e bassoliniani, veltroniani e dalemiani, e ci fermiamo solo per non tediare il nostri quattro lettori, ogni occasione è buona per creare nuovi gruppi o sottogruppi in piena sintonia con quanto avviene a livello nazionale.
Nel campo del centro-destra abbiamo assistito all'interminabile telenovella che vedeva, il Sindaco di Pagani e Commissario provinciale di F.I., Alberico Gambino, proporsi alla candidatura a Presidente provinciale, osteggiato dalla on. Mara Carfagna, che gli anteponeva Gerardo Soglia e da A.N. che invece proponeva il sen. Nino Paravia.
Alla fine la decisione è venuta direttamente da Roma, tagliando fuori le formazioni minori con le quali pure si era aperto un tavolo provinciale, con l'investitura dell'on. Edmondo Cirielli.
Quindi malgrado qualche manfrina di chi si è sentito scavalcato come l'MPA, guidato a Salerno dal dott. Gaetano Fasolino, che pur forse ha cercato di chiedere un prezzo per la propria alleanza, alla fine TUTTI si sono accodati, certi che comunque solo quella poteva essere la scelta vincente.
Una sola cosa è ore certa la moltiplicazione delle liste a destra come a sinistra, circa una decina per parte, alla faccia della tanto decantata semplificazione e del nascente bipolarismo.
Qualcuno ha detto che in questo caso ha vinto la democrazia permettendo al cittadino elettore di poter scegliere fra più soggetti politici e candidati. Sarà vero?
Qualcuno pensa che la molteplicazione delle liste porterà ad una frammentazione del voto e quindi ad una maggiore possibilità anche per "i piccoli" di vedere affermarsi un proprio candidato.
Altri invece sostengono che comunque l'atteggiamento della gente è cambiato e che mal vedono liste e listarelle preferendo invece orientarsi verso i maggiori partiti politici, proprio come è avvenuto nelle ultime politiche.
Opinioni diverse ma certo a goderne saranno i candidati presidenti che vedono così aumentate le proprie possibilità di raccogliere voti e di risolvere il sempre annoso problema delle corse alle candidature riuscendo così a "prendere due piccioni con una fava".
E a Capaccio le cose come vanno?
Non tranquillamente in entrambi i fronti.
A Sinistra si parla di una candidatura o del sindaco Pasquale Marino e del suo Vice, Lorenzo Tarallo, non manca anche la candidatura dell'altro Pasquale, Quaglia, Presidente dell'altro ente più importante del territorio il Consorzio di Bonifica, che a suo dire è già in campagna elettorale rompendo, in apparenza il connubio che l'aveva legato al primo cittadino. Rimane l'incognita rocchese, dove uno dei principali attori politici locali, Girolamo Auricchio e Donato De Rosa, potrebbe vedere il proprio nome iscritto nella lista del PD. Ciò a dimostrazione che per i maggiorenti di questo partito hanno più peso i vicini rocchesi che i notabili nostrani.
Non mancheranno poi candidati nelle formazioni minori ed anche qui la rosa dei nomi è assai poco chiara.
Nel centro-destra l'unica certezza è la candidatura nel PDL, tralatro ieri sera ufficializzata a Salerno con la presentazione della lista, del dott. Enzo Sica, già sindaco di Capaccio.
Non mancherà anche la candidatura dell'avv. Rosario Catarozzi, commissario dell'ormai disciolta Forza Italia, nelle lista civica di quel movimento (forse Forza Cirielli o Salerno) o in quella degli amici di Gambino.
Certa o quasi, salvo sorprese dell'ultimo minuto, la candidatura di Giovanni Piano, portavoce politico della federazione salernitana, per Azione Sociale.
Possibile anche la candidatura, non smentita dall'interessato, del dott. Raffaele Barlotti (jr.), in uno dei partiti della diaspora democristiana, forse la D.C. per le Autonomie. Candidatura questa che gli elettori della Città dei Templi potrebbero non comprendere essendo il Barlotti consigliere e capogruppo nella maggioranza di centro-sinistra guidata dal Sindaco Pasquale Marino.
Di certo la candidatura di Enzo Sica nel PDL è stata anche essa travagliata da una lotta all'ultimo sangue tutta interna a Forza Italia dove a contendere l'agoniato " posto" in lista era l'amico-avversario avv. Catarozzi. Non si sono di certo lesinati "viaggi della speranza" a Salerno come a Napoli, in cerca di sostegno presso referenti apicali.
Di certo a uscirne sconfitta momentaneamente è l'ipotesi di un rinnovamento del centro-destra capaccese, che aveva visto un lungo lavoro di raccordo tra Alleanza Nazionale, i Circoli della Libertà, la D.C. e tanti cittadini ed esponenti politici come il gen. Giuseppe Troncone, che molto avevano lavorato per avere un vasto accordo tra tutte le componenti del ex Polo ed oltre, su un nome comune, sulla cui ipotesi di lavoro vi era anche l'interesse di Azione Sociale.
Ma la corsa in avanti dell'ex sindaco Sica ha reso vano questo lungo lavoro, culminato anche nel riavvicinamento tra AN e AS, rendendo vani i risultati raggiunti. Di fatto, oggi, allo stato ogni formazione politica locale (compreso AN con la "Lista Alleanza per Cirielli") ritiene come un imperativo categorico di schierare in campo il miglior candidato possibile al fine di portare a casa il risultato che le permetterà di "pesarsi" al prossimo tavolo, quello di formazione del PDL a Capaccio.
In effetti, il non aver partecipato ad un percorso condiviso con le componenti politiche del centro destra, l'aver privilegiato il contatto personale a quello istituzionale, lo scontro con il locale commissario di Forza Italia, ha messo in seria difficoltà il candidato del PDL, che oggi si trova assolutamente da solo, senza alcuna struttura di partito vicino a sostenerlo, a dover correre per le provinciali, con tutte le difficoltà e le problematiche del caso.
Certo questo non ha fatto bene né al nascente PDL, che vedrà i candidati delle diverse formazioni politiche correre ciascuno in ordine sparso, nè per Capaccio che vede vanificare la possibilità, in precedenza agguantabile di un proprio rappresentante in seno al Consiglio Provinciale.
In realtà se Atene piange, Sparta non ride.
Anche la sinistra capaccese appare attualmente divisa ed incapace di una candidatura "sostanzialmente unitaria".
Per ora non ci resta che aspettare l'evolversi della situazione per capirci qualcosa di più.
enzodisirio
Per approfondire:
Il Mattino del 22/02/2009, di Oreste Mottola;
la Città di Salerno — 19 febbraio 2009, di Angela Sabetta;
Unico, N°07 20 febbraio 2009, articolo a pag. 6;
Unico, N°06 13 febbraio 2009, art. a pag. 2;
domenica 8 febbraio 2009
Cari Nacarlo e Marino sulla sicurezza a Capaccio ancora non ci siamo.
Comunicato stampa"Ancora una volta dobbiamo tornare sulla questione della sicurezza a Capaccio" a parlare il presidente del locale Circolo di A. N., dott. Franco Sica "Intanto registriamo il fallimento dell’ultima riunione del Comitato per la Sicurezza che è stato disertato dagli interlocutori istituzionali. Cosa, dobbiamo dire, assai grave e bisognerebbe, a questo punto, capire il perché".
"Inoltre" aggiunge " leggiamo sulla stampa che l’amministrazione comunale abbia optato per la tolleranza zero, per i pattugliamenti notturni, per il potenziamento dell’organico della polizia municipale. Tutto fumo negli occhi".
E aggiunge: "Infatti, in un colloquio informale avuto con l’assessore Nacarlo, avevamo richiesto diverse cose. A partire da un pattugliamento dei VV. UU. dei punti critici del territorio capaccese, cosa ben diversa, anche se dovuta e degna di nota, rispetto al controllo degli orari di chiusura dei locali. Questa iniziativa si doveva sposare con un’analoga pattuglia messa in campo dalle locali stazioni dei Carabinieri per il presidio notturno del territorio, in chiave di prevenzione e controllo, cosa che possono solo le forza di polizia, mentre i vigili possono avere, per funzioni, solo un ruolo di supporto. Quanto all’elevazione della locale stazione dei Carabinieri a Tenenza, in spirito di piena collaborazione bipartisan, avevamo manifestato all’assessore la nostra disponibilità anche a sostenere tale ipotesi presso i nostri referenti del governo nazionale. Ma Nacarlo, comunque sa bene che affinché l’iter abbia termine con l’apertura di una Tenenza operativa passeranno almeno uno o due anni. Nel frattempo che fare? "
"A nostro parere la sicurezza non si esaurisce alla sola azione di controllo e contrasto sul territorio. Cosa che i diretti interessati sembrano non comprendere. La sicurezza è un bene comune che vede la sua realizzazione in più ambiti a partire da cose apparentemente banali come una striscia pedonale. E’ qualcosa di complesso e multiforme, che va non solo perseguita ma progettata. Qui, l’amministrazione potrebbe giocare un ruolo importante. Ad esempio nella prevenzione attraverso la sensibilizzazione dei più giovani coinvolgendo le diverse scuole di ogni ordine e grado presenti sul nostro territorio. In tal senso gli assessorati alla Sicurezza, alla Pubblica Istruzione e alle Politiche sociali potrebbero coinvolgere le scuole in programmi ad hoc, sia in termini di formazione o di sensibilizzazione come sui temi della droga e sull’alcolismo, piaghe sempre più diffuse tra i giovani del nostro paese, (coinvolgendo anche le associazioni operanti sul territorio come Verso la Vita). Inoltre riteniamo si debba dare attuazione all’art. 208 del Codice della strada che stabilisce che i Comuni devono devolvere il 50% dei proventi delle multe alla sicurezza stradale e agli studi e ricerche sulla sicurezza".
Alla fine Franco Sica conclude ammiccante: "Riteniamo che il tema della sicurezza sia troppo importante per risolversi in iniziative estemporanee e senza reale incisività. In tal senso facciamo voto all’amministrazione comunale di rifuggire dalle solite logiche autoreferenziali e strumentali e di aprirsi alle proposte e alla collaborazione dei partiti di opposizione in maniera realistica e concreta e non in maniera apparente come fece sul PUC. Noi siamo pronti su questo tema ad una piena e sincera collaborazione e crediamo, come ama dire il nostro sindaco Pasquale Marino, che nelle istituzioni si opera nell’interesse esclusivo dei nostri concittadini al di là delle colorazioni politiche di ciascuno di noi. Noi ci siamo! Aspettiamo solo un cenno… un invito ufficiale".
«Vandali, serve prevenzione»
da "la Città di Salerno" — 08 febbraio 2009 pagina 25 sezione: NAZIONALE
lunedì 2 febbraio 2009
Franco Sica: il tempo delle chiacchiere è finito.


Rassegna Stampa:
da "La Città di Salerno" — 27 gennaio 2009 pagina 23 sezione: NAZIONALE
«Il tempo delle chiacchiere è finito, un’amministrazioneha il dovere di parlare con i fatti e gli atti amministrativi». A parlare è il presidente del circolo di An, Franco Sica che interviene sulla realizzazione del sottopasso della stazione di Paestum, opera che non compare sia nella relazione programmatica del nuovo Puc che nel Piano triennale delle opere pubbliche. «Quanto dei finanziamenti stanziati per il sottopasso si trova nella casse del Comune?. Eperché non è previsto nella relazione programmatica elaborata dal professor Forte?», chiede Sica al sindaco Marino, e aggiunge: ««Un’amministrazione parla con gli atti. Dal sindaco desideriamo sapere se vuole o meno che il sottopasso sia realizzato».
Sica si sofferma anche sulle discrepanze tra il Puc e gli indirizzi programmatici del consiglio comunale: «dal mese di ottobre,Giuseppe Troncone, consigliere di opposizione, non partecipa alle sedute della commissione speciale per il Puc per protesta. La protesta è finalizzata ad una maggiore trasparenza. Avere la disponibilitá della Carta 1/10000 con la zonizzazione, acconsentire che alle sedute fosse assistito da un tecnico di parte, avrebbe garantito oltre alla trasparenza anche una migliore qualitá dei lavori. Ma l’amministrazione ha risposto picche».
venerdì 30 gennaio 2009
Misteri, cortigiani e cospiratori all'ombra della Paestum Servizi.
Non possiamo non domandarci la ragione dell’improvvisa timidezza di Gigi Ricci, che solitamente è abbastanza estroverso, forse il teleobiettivo del web TV? In realtà chi avesse avuto modo di prendere in mano gli atti distribuiti a consiglieri comunali per quella seduta, avrebbe scoperto che vi era ben poco allegato, della relazione nessuna traccia, solo una richiesta d’integrazione dell'O.d.G. per l'inserimento della relazione della Commissione per il Controllo analogo della Società Paestum servizi S.r.l. ai sensi dell'art. undici del regolamento e dell'art. dodici dello statuto.
Dobbiamo dire una scarna relazione, senza alcuna possibilità di verifica dell'opposizione, non essendovi allegato, cosa gravissima, il bilancio della società medesima.
In effetto voglio ricordare che attualmente come componente della minoranza in quella commissione siede Pasquale Mazza, recentemente passato in maggioranza con la sua adesione al nuovo gruppo "Vince il territorio".
Vi arrivò con uno stratagemma. Votò per lui anche qualcuno della maggioranza. Infatti, contro ogni consuetudine sino ad allora seguita, la maggioranza e la minoranza non votarono separatamente. Possiamo immaginarne il motivo. Già allora Mazza era un "cane sciolto" in piena collaborazione sostanziale con la maggioranza, divenendo un'importante pedina per questa nel precludere di fatto spazi di controllo e di conoscenza dell'azione amministrativa all'opposizione.
Oggi l'errore fatale del cosiddetto gruppo dirigente che guida il nostro paese: la formazione del nuovo gruppo consiliare, che fa venire meno il giochino delle parti, rimettendo nella disponibilità della "minoranza reale" sia la Presidenza della Commissione di controllo e garanzia che un posto in quella di controllo analogo.
Ma le domande sono tante: è stata depositato in segreteria comunale il bilancio della multi servizi, come anche richiesto dal consigliere di maggioranza Longo? E' vera la voce che vuole dimissionario il Presidente della società in house? E le voci di nepotismo e clientelismo largamente diffuse nel paese? Gli obiettivi di una gestione in economia dei servizi affidati è stata realmente conseguita? E' vero che alcuni servizi che erano della Sistemi Sud assegnati alla novella multi servizi sono poi stati ridati in gestione (in sub appalto?) a quella? Con che costi?
Molte le domande e le perplessità. Già la storia dell'Helenia Paestum pesa come un macigno sul presente, ma le considerazioni fatte da G. Troncone in C.C. sull'opportunità di una nuova multi servizi sembrano non essere state fugate. Già altri come Pietro De Rosa (L’istituzione comune deve dare risposte) avevano espresso le proprie perplessità sull'opportunità di tali scelte , ed i fatti di settembre 2008, con gli strascichi giornalistici, alimentano ancora nuovi dubbi e considerazioni.
Le considerazioni apparse su "UNICO" fatte da Oreste Mottola cominciano, oggi, ad avere risvolti inquietanti per la maggioranza che guida il nostro paese.
Allora scrisse:
"Il sospetto è che si stia progettando di “concentrare” in poche mani la gestione del comune. Franco Longo, il noto medico, si fa portavoce del malcontento, raccoglie 7 firme di consiglieri comunali, chiede ed ottiene per il 5 agosto la convocazione di un incontro di maggioranza, chiedendo spiegazioni al Sindaco e al presidente del Consiglio, Paolo Paolino, divenuto propugnatore della società in house, avendo piazzato il fido Angelo Quaglia alla direzione generale.
La paura di Longo, forte dei precedenti vissuti anche a Capaccio, è che ci si appresti a dar vita non solo ad un centro potere ma anche, e forse soprattutto, ad un centro di spesa difficilmente controllabile. Il sindaco e tutti i protagonisti si sbracciano a dare rassicurazioni sul fatto che tutte le decisioni che saranno prese saranno portate all’attenzione dei consiglieri. Facile a dirsi, ma è anche la forte personalità del duo Paolino & Quaglia a preoccupare, si tratta di gente abituata al decisionismo ed ampiamente “scafata” nella gestione. L’escalation è datata il 18 agosto quando vengono notificate ai capigruppo le delibere di Giunta del 17 Giugno che approvano i progetti esecutivi che dovranno essere gestiti dalla società “Capaccio-Paestum servizi S.r.l.”. Il mugugno dei consiglieri non ferma è così il 27/28 agosto vengono affissi i manifesti da parte della società Capaccio-Paestum che annunciano 1- Progetto esecutivo di rilevazione immobili sul territorio. 2- “Affidamento esterno di servizi tecnici d’ingegneria ed architettura” 3- Avviso di procedura di formazione di liste di accreditamento di fornitori di beni e servizi....A questo punto il dado è tratto, il Rubicone è attraversato: i Consiglieri comunali, più responsabili, si sentono definitivamente spogliati del ruolo cui erano sono stati chiamati dai cittadini. “Incazzati” anche perché “ingannati”, perché avevano ricevuto assicurazioni in data 5 agosto, con la mediazione di Angelo Valletta, mentre le delibere d’affidamento dei progetti esecutivi erano state approvate in Giunta il 17 giugno.
IL CENTRO OPERATIVO - A detta dei “cospiratori” così è diventato ormai dato di fatto che il
“centro operativo” della “Capaccio che lavora” si sposta dalla Casa Comunale alla sede operativa della nuova società di servizi. Ora gli avvenimenti si stanno mettendo su di un pericoloso piano inclinato.
Sembra che si sia informalmente sia costituito un gruppo di 5 consiglieri (Longo in testa, poi gli “gnazziani” Castaldi e Iannelli, ed infine Pagano e Francia). Il gruppo starebbe approntando un documento e una richiesta di convocazione urgente del Consiglio Comunale.
Chiede la revoca delle delibere ed anche le dimissioni del presidente del consiglio Paolino reo di aver “debordato” dalla sua alta carica istituzionale che lo dovrebbe tenere lontano da una parte dagli ambienti maggiormente deputati all’operatività. Paolino è anche “accusato” di avere, nei fatti più che nelle intenzioni, di aver operato affinché i “rappresentanti del popolo” si avviino a contare meno del due di briscola."
Considerazioni gravissime fatte da un giornalista, e su cui vi fu un notevole strascico giornalistico, che in realtà, a nostro parere riferivano esattamente (la solita gola profonda) quanto avveniva nel "palazzo".
Cos'è cambiato da allora?
Di certo il nuovo gruppo consiliare, con l'appoggio non celato degli "Gnazziani", sembra la continuazione ideale di quello frondista di qualche mese fa. Questo spiegherebbe le voci di possibili dimissioni di A. Quaglia da presidente della multi servizi e quelle che vogliono un possibile ingresso di Mauro Gnazzo in Giunta, come anche le altre di un regolamento di conti tutto interno alla maggioranza dove la testa che dovrebbe rotolare è quella del delfino di Pasquale Marino, il vicesindaco LorenzoTarallo.
Fantasie?
I prossimi mesi ci chiariranno meglio le cose o meglio ci confermeranno il detto popolare che vuole gli Italiani un popolo di cortigiani e/o cospiratori.
Neromalpelo
Di seguito la relazione di Ricci:








