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domenica 27 aprile 2008

LA MAGISTRATURA METTE I SIGILLI AL SITO DI ECOBALLE DI EBOLI


Il sito di Coda di Volpe, per ora, resta chiuso.
Il pubblico ministero, Angelo Frattini, della Procura di Salerno ha disposto il sequestro giudiziario dell’aria del depuratore, individuato dal commissariato di governo per lo stoccaggio di c.ca 20.000 ecoballe prodotte negli impianti di trito vagliatura (ex CDR) della Campania. Ieri, i carabinieri del NOE (Nucleo Operativo Ecologico) tra la soddisfazione e gli applausi della popolazione hanno apposto i sigilli.


In tre giorni d’intenso lavoro le forze dell’ordine hanno dovuto verificare presunte inadempienze nel progetto di allestimento, quali l’assenza della valutazione d’impatto ambientale come di eventuali abusi ai luoghi in un’area S.I.C., in piena Riserva Naturale del Sele-Tanagro.
La battaglia non è vinta. Spetterà, sempre, alla magistratura pronunciarsi dopo il ventilato ricorso degli uomini di De Gennaro.
Una conferma comunque c’è: se il procuratore Frattini ha ritenuto di dover procedere, evidentemente, ha considerato, sulla base, anche di riscontri oggettivi, che i timori della popolazione residente qualche fondamento dovevano averlo.
Bisogna dare atto alla popolazione della zona di aver avviato una battaglia, se pur tardiva e non continua, che hanno combattuti da soli. L’unica istituzione realmente e sinceramente vicina è stata la chiesa col suo parroco don Daniele Peron sfidando anche le gerarchie che lo avrebbero voluto più defilato.
La politica, come anche il mondo dell’associazionismo, anche ambientale, è stato del tutto assente. Anzi, è sembrato che l’unico interesse di questi assenti fosse stato quello di tenere quel sito di stoccaggio di ecoballe lontano dal capoluogo del Comune o comunque di posizionarlo sui confini.
Di certo le accusa verso l’amministrazione comunale di Eboli di non avere avuto un ruolo realmente fattivo sono state numerose, come le insinuazioni che questa in realtà abbia di fatto messo in condizione gli uomini di De Gennaro di scegliere loro il sito. Fondate o no che siano queste dicerie resta il fatto che anche a Capaccio, il comune frontaliero che forse più di della stessa Eboli ha da perdere in un’allocazione di tale sito sul Sele, non si è mossa foglia né da parte delle istituzioni, né da quello dell’associazionismo né da quello dell’imprenditoria. Forse per il timore di vedere in casa quanto stava per arrivare, invece, a confine.
Di certo si riapre adesso il fronte di Cava di Maiorano.
Una considerazione più generale però va fatta.
Non può pagare sempre lo stesso territorio il prezzo dell’opportunismo e dell’agio altrui. La Piana del Sele ha già dato, con le discariche di Parapoti, Serre e il sito di stoccaggio come Battipaglia.
E’ giusto che anche altri si facciano carico del problema.
Quanto detto vale anche per altre zone della Campania, dove la protesta della popolazione, come a Savignano Irpino, Atripalda, ecc. non è semplicemente il rifiuto di avere la “monnezza in casa” ma nasce dalla necessità che ciascuno risolva e gestisca il problema nel proprio ambito territoriale. Non si può continuare con la linea Bassolino della regionalizzazione della gestione dei rifiuti con una guida centralizzata a Napoli che tralaltro appare al cittadino campano medio come solo ispirata dalla volontà di scaricare il problema sulle altre province .
Le reazioni al centralismo napoletano, anche in altri ambiti, non mancano. Dal defezionismo del Vallo di Diano e del Cilento che Guardano verso Potenza, alle ultime dichiarazioni di Ermino D’Addesa, Presidente del Consiglio provinciale di Avellino, che afferma: “E’ maturo il tempo per aprire un dibattito sulla permanenza della Provincia di Avellino nell’ambito della Regione Campania e del sistema politico amministrativo che ha come perno il napolicentrismo….. Il territorio della Provincia di Avellino rischia di diventare la pattumiera della Campania e di Napoli in particolare”. La questione è la provincializzazione della governance dei rifiuti. E aggiunge: “Avellino, insieme alle province di Benevento e Salerno, deve intraprendere un percorso che deve portare alla costituzione di una nuova regione, che sia la risultanza territoriale delle tre province medesime. Le popolazioni delle tre province si devono riappropriare del loro territorio e impegnarsi nella valorizzazione dello stesso”. Cosa, aggiungo io, ancora più vera è necessaria se passasse la linea dell’abolizione delle Province, che lascerebbe i territori locali, in assenza di enti mediatori e più ampi, ancora più deboli ed esposti all’arbitrio di una super istituzione come la Regione Campania.
P.S.: non vorrei che si pensasse che sia contro i Napoletani. Tuttaltro!
Sono contrario a una certa gestione del potere che s’impernia su Napoli istituzione “padrona e magnona”. Scusatemi l’accento leghista.
enzodisirio

sabato 26 aprile 2008

SEQUESTRATO DALLA MAGISTRATURA IL SITO DI ECOBALLE A EBOLI


Dal presidio del comitato anti eco-balle di Coda di Volpe ci è giunta notizia che il giudice Frattini abbia disposto il sequestro dell'area del sito di stoccaggio.



Se la notizia fosse confermata sarebbe una notizia positiva che darebbe il tempo alle istituzioni per lavorare nella ricerca di siti alternativi più adatti.
La scelta di Coda di Volpe, infatti, aveva suscitatao la viva reazione dei residenti, preoccupati della localizzazione del sito a circa 700 metri dal fiume Sele, che già in passato aveva allagato la zona più volte.
Particolarmente sentita la preoccupazione della popolazione per l'economia della zona prevalentemente agricola.
Scongiurato per ora il pericolo in una zona non idonea come Coda di Volpe si spera che un eventuale sito alternativo venga identificato con criteri più congrui ed in accordo con le istituzioni locali.

Troppe volpi e struzzi in giro nella Piana del Sele!

Troppe assenze, troppi silenzi, troppe ambiguità gravano su Coda di Volpe e sulle 20.000 ecoballe che qui dovrebbero essere stoccate. Sembra quasi che la cosa non interessi nessuno tranne i residenti, il parroco Don Daniele Peron e naturalmente San Vito che qui fu martirizzato.



Sembra che alla fine gli Ebolitani di città possano tirare un respiro di sollievo. La loro aria resterà pura. Il sito di Cava di Maiorano, tralaltro il più idoneo, anche geologicamente, non voluto dal Sindaco, dai cittadini tutti, dalle associazioni, è stato surrogato da Coda di Volpe.
Peccato!
Peccato per Eboli, una cittadina ormai prevalentemente di pensionati e stipendiati, senza realtà industriali (la Pezzullo è ormai un ricordo), con una realtà commerciale asfittica, vede compromessa così anche l’ultima risorsa economica vitale rimasta: l’agricoltura!
Eppure il Sindaco Melchionda, conscio di tale realtà, si era fortemente battuto perché a Eboli vi fosse ubicato un polo agroalimentare, il primo dei quattro grandi progetti finanziati dal programma PASER.
Peccato!
Eppure a 300 metri dal sito di Coda di Volpe dovrebbe sorgere il porto canale del Sele, voluto sempre da quell’amministrazione.
Peccato!
Eppure quelle vasche di quel depuratore, mai terminato, doveva essere un importante progetto di riqualificazione ambientale, per finirla con le vasche imof e gli scarichi abusivi nei canali della bonifica.
Peccato!
Eppure quella zona del Sele negli ultimi dieci anni è stata più di una volta oggetto di esondazioni del Sele, arrivando ad allagare migliaia di ettari di terreni.
Peccato!
Eppure si è in piena zona S.I.C. (Sito d'Importanza Comunitaria), nella riserva naturale del Sele-Tanagro.
Peccato!
Ma a Capaccio l’altro grande comune interessato che aria tira?
Calma piatta!
Peccato!
Ma davvero si pensa che quanto avviene a Coda di Volpe a poche centinaia di metri dall’Heraion non debba interessare i Capaccesi?

Un Sele ancora più inquinato e in maniera più evidente non è problema anche nostro?
Eppure i danni ambientali e soprattutto economici e d’immagine sono più che evidenti.
A che serve accusare in pieno consiglio comunale certa stampa e certa politica dei danni derivati dall’emergenza rifiuti alle nostre produzioni tipiche al nostro turismo e più in generale alla nostra economia, se poi non si va oltre la comparsata presso il presidio dei manifestanti. E mi chiedo anche il perché se qualche mio concittadino non si fosse posto il problema.
A che serve promuovere un Salone della Mozzarella di bufala se poi rischiamo tra qualche mese di fare la fine del casertano?
Mi chiedo gli amici ambientalisti Pestani, tanto attenti ai fatti della stazione ferroviaria di Paestum, oggi dove sono? Cosa pensano di tutto ciò?
Latitanti.
Le organizzazione di categoria degli allevatori, degli agricoltori e degli operatori turisti dove sono? Cosa fanno in proposito?
Anch’essi latitanti!
Anzi qualche operatore turistico interpellato in proposito ha detto: “stamoce zitti, non facimmo ammoina sennò cà non vene nisciuno!”
Lo struzzo che mette la testa sotto la sabbia. Questo l’apparente modo di condursi degli imprenditori locali:
“lassammo passà l’estate po’ se vede”.



Complimenti!


Non ci resta che raccomandarci a San Vito!!!!

venerdì 25 aprile 2008

AVVISO IMPORTANTE: EMERGENZA ECOBALLE SUL SELE

QUANTI VOGLIONO PORTARE LA PROPRIA SOLIDARIETA' AI CITTADINI DI EBOLI CHE DA DIVERSI GIORNI PRESIDIANO CODA DI VOLPE PER PROTESTARE CONTRO LA SCIAGURATA SCELTA DI QUEL SITO QUALE SITO DI STOCCAGGIO DI PIU' DI 20.000 ECOBALLE POSSONO PARTECIPARE AL RAGGRUPPAMENTO CHE SI RIUNIRà ALLE 16.30/17.00 DINANZI AL BAR NAZIONALE DI CAPACCIO SCALO PER POI MUOVERSI VERSO IL PRESIDIO DI EBOLI.
RICORDIAMO CHE TALE SITO E' AL CONFINE CON CAPACCIO A POCHI METRI SUL SELE E COME TALE DANNOSO PER L'AMBIENTE E PREGIUDIZIEVOLE ANCHE ECONOMICAMENTE PER LA STESSA CAPACCIO
LE NOSTRE CULTURE AGRICOLE PREGIATE, IL COMPARTO ZOOTECNICO E QUELLO TURISTICO SONO GRAVEMENTE MESSE IN PERICOLO.SALVIAMO IL NOSTRO PAESE.
CONTRO L'IMMOBILISMO, CONTRO IL MENEFREGHISMO, CONTRO CHI NON VUOLE CHE DI QUANTO STA ACCADENDO SE NE PARLI DERUBRICANDO TUTTO A QUESTIONI D'OLTRESELE
SALVIAMO L'ECONOMIA DEL NOSTRO PAESE!

martedì 22 aprile 2008

EMERGENZA RIFIUTI: POSSIBILE CHE A PAGARE SIANO SEMPRE GLI STESSI?

Possibile che a pagare siano sempre gli stessi?
Eppure la Piana del Sele ha già dato!
Perchè i virtuosi che cercano di fare la raccolta differenziata devono essere penalizzati da chi preferisce, invece, restare comodamente attacato alle "vecchie abitudini"?
Perchè Napoli deve essere il massimo centro di "importazione" e consumo della ricchezza e del denaro pubblico in Campania e invece "esportare" nelle altre province soprattutto la sua monnezza?

In piena area S.I.C. (Sito d'Importanza Comunitaria), nella riserva naturale Sele-Tanagro, il Prefetto De Gennaro, commissario per l'emergenza rifiuti, insiste nel voler localizzare un sito per 20.000 ecobale (per ora), provenienti dal C.d.r. di Battipaglia.
Ecoballe che allo stato difficilmente andranno in un "termovalizzatore" non essendo, a quanto sembra, a norma con quanto prescritto dalla normativa vigente.
Si profila quindi la realtà di un sito più permanente che transitorio.
Per di più in un area protetta e prossima al sito archeologico dell' Heraion, in un zona geologicamente sensibile, essendo il suolo prevalentemente sabbioso, a poche centinai di metri dal Sele, che come tutti sano ha la brutta abitudine di esondare dai suoi margini (con migliaia di ettari di terreno allagati), in delle vasche che dovrebbe essere di contenimento ma che non vennero più utilizzate dal Consorzio di Bonifica destra Sele quale parte del vecchio depuratore, a quanto sembra, proprio perchè non più impermeabili.

Ci si chiede allora quale la logica della scelta dei siti di stoccaggio, quando ci sembra esistono in zona altri alternativi come quello indicata dal Sindaco di Eboli, Melchionda, in un'area vicina allo stesso Cdr.

Lo stesso, infatti, osserva:"Nessuna delle motivazioni addotte per sostenere la scelta di Coda di Volpe regge alla realtà dei fatti. Portare qui le ecoballe significa penalizzare pesantemente il vero polmone verde ed agricolo della Campania. Per settimane abbiamo assistito alla sfilata di politici falsamente preoccupati per le sorti delle produzioni campane, a cominciare dalla mozzarella di bufala, e falsamente interessati alla soluzione del problema. La Piana del Sele è un motore verde ed economico sena paragoni sul territorio regionale. Invece di sostenere queste produzioni, che sarebbero anche il tentativo di riaccreditare il territorio regionale dopo le vergogne di Napoli, mettono in campo un nuovo attacco all’intera economia della Piana del Sele e della Regione. E’ il frutto dell’incapacità di gestire il fenomeno, un fallimento che ora si vorrebbe far ricadere su uno dei pochi territorio virtuosi.Basterebbe considerare che si vorrebbero portare le ecoballe in un territorio che ha già ospitato una discarica, ospita il Cdr, realizzerà un impianto di compostaggio moderno ed è alla vigilia dall’avvio della raccolta differenziata. Aspettavamo l’indicazione della discarica provinciale, invece siamo costretti ad assistere al tentativo di penalizzare uno dei pochi territori che si sta attrezzando per fare fronte all’emergenza. In questo passaggio c’è tutto il senso del fallimento di chi sarebbe chiamato a gestire la questione rifiuti".

E se Eboli si prepara ad affrontare il commissariato per l’emergenza rifiuti sulla questione delle eco balle, anche il Comune di Serre si prepara alla lotta, soprattutto contro l’amministrazione De Luca. Già respinta al mittente l’ipotesi di un allargamento della discarica di Macchia Soprana, il sindaco Palmiro Cornetta si prepara a tirare fuori le carte e gli impegni sottoscritti dal governo Prodi. Soprattutto il primo cittadino di Serre si prepara a calare sul tavolo del prossimo esecutivo Berlusconi l’impegno sottoscritto dall’allora responsabile del dicastero dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio di chiudere la discarica di Macchia Soprana al raggiungimento delle 700mila tonnellate di capienza. Un atto ufficiale che il futuro ministro dell’Ambiente non potrà certo non tenere conto davanti alle proposte di allargamento avanzate da De Luca. Dunque resta aperto più che mai il fronte Rufoli, cava destinata a raccogliere dalla prossima estate gli esuberi di immondizia prodotti dalla città di Salerno che non potrà più utilizzare Ostaglio, sito di stoccaggio alle porte del capoluogo oramai ai limiti della capienza.

E Capaccio e la sua amministrazione comunale cosa fanno?

Al di là degli sterili attestati di solidarietà il primo cittadino non è andato.
Ma un sito di stoccaggio di ecoballe a Coda di Volpa non è anche un problema di Capaccio?
Una eventuale esondazione del Sele colpirebbe miracolosamente solo il territorio di Eboli?
E che dire di eventuali infiltrazioni del percolato nella falda acquifera?
Cosa penserebbe un turista nell' ammirare l'Heraion a Capaccio con a poca distanza sull'altra riva del Sele un bel concentrato di "munnezza".
A che serve ospitare e promuovere nel nostro paese un salone della mozzarella di bufala, decantare la bontà e la sanità della nostra mozzarella se poi si rischia paradossalmente di fare la fine del casertano?
E che dire delle tante colture agricole come quella del carciofo I.g.p. di Paestum. Come sarebbe colpite da un tale ingombrante problema?
Parliamo del comparto turistico?
Evidentemente Capaccio-Paestum ha più da perdere della stessa Eboli per il sito di Coda di Volpe. Eppure nella casa "Comune" nulla si muove.

lunedì 21 aprile 2008

EMERGENZA RIFIUTI: PROTESTA DELLA POPOLAZIONE A EBOLI CONTRO UN SITO DI ECOBALLE


20.000 ecoballe in una zona inadeguata geologicamente.
I timori della popolazione per l'ambiente, l'economia e la salute.
Impedita la processione del patrono "San Vito"




Un errore strategico e di valutazione dei rischi da parte del Commissario De Gennaro con la scelta del vecchio depuratore del consorzio di bonifica Destra Sele a Coda di Volpe (Eboli-SA) come luogo di deposito delle ecoballe prodotte dal Cdr di Battipaglia. Scelta inopportuna, la zone infatti, è considerata a rischio inondazione, cosa capitata più volte negli ultimi anni, ed è situata a pochi metri dalla foce del fiume Sele e a due km dal mare. Inoltre è nel cuore della Piana del Sele dove ci sono importanti coltivazioni e aziende agricole ed è florido l'allevamento delle bufale. E’ proprio Coda di Volpe, infatti, la zona di coltivazione della rucola che viene esportata in tutta Europa. Viene da chiedersi perchè la scelta di tali siti, dove la falda acquifera e prossima alla superficie, il terreno sabbioso e quindi facilmente permeabile, tenendo presente che la tenuta della suddetta vasca non era certa, anzi dubbia, come più di un residente ha dichiarato.

Di soliti non si cercano siti con terreni argillosi, vecchie cave, ecc.?

L’area da adibire a sito di stoccaggio per le ecoballe venne requisita lo scorso tre marzo. Il provvedimento provocò vive proteste da parte dei cittadini e dell’amministrazione comunale di Eboli che propose un’ ipotesi alternativa e cioè un possibile ampliamento del CDR di Battipaglia. Ma questa soluzione non ha convinto De Gennaro che ha comunque dato l’avvio alle procedure per realizzare il sito.

Tutto ciò nel momento in cui "nella Piana del Sele", spiega Martinangelo, assessire provinciale all'Agricoltura, "si punta alla realizzazione del polo Agroalimentare. Nella zona", ricorda l'assessore, "sono presenti agricole e turistiche di grande eccellenza ed è già in atto una crisi generale dei comparti a causa dell'emergenza rifiuti in Campania".

Non dimentichiamo che a pochi chilometri vi sono i templi di Paestum e a poche centinaia di metri il complesso archeologico dell'Heraion.

Momenti di tensione, poi, stamane, in occasione della processione di San Vito, impedita dalle forze dell'ordine ad Eboli. I residenti avevano organizzato una processione con la statua del patrono di Eboli, San Vito, proprio sul Sele martirizzato, cui i fedeli si rivolgono come protettore delle colture. La statua era stata portata ieri nei pressi del sito, in attesa del rito di oggi. Le forze dell'ordine hanno però allontanato i cittadini, in vista dell'arrivo dei tecnici del Commissariato per l'allestimento del sito. "E' stato impedito alla nostra gente di portare in processione il santo - ha detto il sindaco Martino Melchionda - Qui esiste un legame profondo con San Vito, che più volte ha protetto dall'inondazione delle acque del Sele le nostre colture, pane per questa gente. Dopo aver allontanato una quarantina di cittadini, la polizia ha evitato che si svolgesse la processione". "La statua del santo è rimasta lì, e i fedeli non hanno potuto seguirla - racconta il sindaco - Ora ci viene detto di riportarla in chiesa". La tensione intanto non si allenta: centinaia di persone si sono radunate davanti al sito. Don Daniele Peron, il parroco che ieri ha celebrato una messa per i manifestanti, invita tutti a mantenere la calma.